COMUNICATO IRW PER I PROFUGHI SIRIANI
Islamic Relief (IR) lancia un appello urgente all’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba per negoziare il cessate il fuoco in Siria
Islamic Relief accoglie con favore la nomina di Kofi Annan come inviato speciale congiunto delle Nazioni Unite e della Lega Araba per gestire la crisi siriana. L’organizzazione ha lanciato un appello urgente a Kofi Annan e al sottosegretario generale dell'Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari, Valerie Amos, per negoziare la creazione di un corridoio umanitario e facilitare gli aiuti alla popolazione. “Siamo profondamente impegnati a far sì che la vita civile sia protetta in ogni circostanza e che i bisogni primari della popolazione siano soddisfatti”, riportano le lettere a Kofi Annan e a Valerie Amos spedite il 24 febbraio 2012 dal Chief Executive Officer di Islamic Relief, il dottor Mohammed Ashmawey. “Sosteniamo la richiesta della Croce Rossa Internazionale volta a istituire due ore di cessate il fuoco per permettere la distribuzione degli aiuti umanitari in modo sicuro e imparziale a coloro che sono colpiti dalla guerra civile e facciamo appello alle Nazioni Unite e alla Lega Araba perché sostengano urgentemente questa iniziativa”.
Le lettere inviate dal Dottor Ashmawey fanno seguito a una missione, avvenuta la scorsa settimana, in Libano e in Giordania, nei territori confinanti con la Siria, da parte di un team di valutazione di Islamic Relief. Il team era guidato dal direttore del dipartimento Affari Umanitari ed Emergenza dell’organizzazione, Moustafa Osman, che ora è rientrato nel Regno Unito e disponibile per interviste (in inglese e arabo). “Ci sono già 20,000 rifugiati siriani in Libano e in Giordania e potrebbero essercene molti di più se gli eventi in Siria continuassero allo stesso livello di intensità” –ha detto il dottor Osman. “E’ stato tremendo per noi vedere la città di Homs dal confine libanese e non poter oltreppassare la frontiera per venire in soccorso alla popolazione e distribuire aiuti umanitari”.
Il conflitto in Siria si è originato in seguito a una sollevazione della popolazione civile che ha manifestato il proprio dissenso contro il Governo, nelle strade delle principali città del paese nel marzo del 2011. Pochi mesi dopo, ad aprile, le forze militari hanno cominciato l’assedio di Daraa impedendo l’approvvigionamento di viveri da parte della città e affamando la popolazione civile che a giugno versava in condizioni estremamente critiche. Un’ulteriore fonte di preoccupazione, oggi, è rappresentata da Homs, in cui è stato segnalato l’uccisione di centinaia di persone negli ultimi giorni.
Leggi Originale: http://www.islamic-relief.org.uk/press_release_syria_240212.aspx
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