Emergenza cibo in Africa Orientale
Islamic Relief opera in Africa orientale da molti anni per assistere le popolazioni che soffrono per siccità, conflitti e mancanza di cibo. Attualmente stiamo soccorrendo migliaia di persone in Kenya, Somalia ed Etiopia, con cibo, acqua e assistenza sanitaria, ma abbiamo bisogno anche del vostro aiuto per fare di più.
Kenya
Islamic Relief è attualmente operativa nella regione di Mandera, gravemente colpita dalla siccità e da una conseguente emergenza alimentare.
Stiamo provvedendo alla creazione di 27 centri di alimentazione supplementare, per fornire cibo e sostegno nutrizionale a migliaia di bambini malnutriti e alle donne in gravidanza. I nostri operatori sanitari stanno visitando le comunità locali per individuare coloro che hanno bisogno di sostegno e di cure nel nostro centro, dove ricevere razioni di cibo altamente nutritivo, nonché assistenza medica di base.
Per aiutare le comunità colpite dalla siccità abbiamo riparato, o costruito ex novo, sistemi idrici, rifornendo più di 75.000 persone di acqua pulita e sicura. Abbiamo anche istituito comitati per la protezione dell'acqua e insegnato alla popolazione locale le basilari norme di igiene e salute, al fine di ridurre l'incidenza di malattie ed infezioni legate all’assunzione di acqua contaminata.
Fornendo attrezzi e sementi ed insegnando tecniche innovative, Islamic Relief ha aiutato centinaia di agricoltori ad irrigare i loro campi, che sorgono su terreni estremamente aridi. Abbiamo anche realizzato dei depositi di cereali e foraggio per aiutare i pastori e gli agricoltori a far fronte all’emergenza siccità.
Etiopia
In Etiopia operiamo nella regione somala e nella regione di Afar, ad est del Paese. Qui stiamo aiutando la popolazione, che rischia di rimanere ben presto senz’acqua, a ripristinare e bonificare le fonti idriche.
La maggior parte di essa popolazione vive di pastorizia e trae sostentamento dall’allevamento del bestiame. Abbiamo ritenuto fondamentale quindi aiutare le comunità locali, circa 10mila persone complessivamente, a preservare le loro greggi, offrendo assistenza veterinaria e vaccinazioni per gli animali.
Abbiamo anche costruito nuove reti idriche, che forniscono più di 1.000 persone con acqua potabile.
Tuttavia, le esigenze in Etiopia sono enormi, e la popolazione ha un disperato bisogno di cibo e acqua pulita, così come di cure mediche per coloro che soffrono di malnutrizione.
Somalia
Islamic Relief è attualmente impegnata in Somalia centro-meridionale per fornire sostegno ai rifugiati di guerra sfollati da Mogadiscio, così come agli abitanti del Puntland. Il nostro lavoro si concentra sulla fornitura di aiuti alimentari, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienici.
Abbiamo costruito tre pozzi che forniscono 2.660 persone con acqua pulita e sicura.
Islamic Relief opera inoltre a favore dei rifugiati del corridoio di Afgoi, dove offre aiuti alimentari a 3.425 famiglie. Gestiamo anche ospedali nel Puntland e in Somalia centro-meridionale,dove i nostri operatori sanitari offrono assistenza medica a più di 5.000 sfollati.
Anni di guerra e di siccità hanno lasciato i 3,7 milioni di abitanti della Somalia in una disperata emergenza umanitaria. Nonostante la forte instabilità ed insicurezza della regione,i nostri operatori stanno comunque soccorrendo ed assistendo la popolazione spendendosi al massimo delle forse per incontrarne le esigenze.
Tuttavia, molto resta ancora da fare per scongiurare definitivamente la crisi umanitaria.
23 milioni di persone in emergenza umanitaria
Il Professor Sir Gordon Conway, scienziato del Grantham Institute per i mutamenti climatici e capo del Department for International Development (DfID), afferma che l’Africa sta surriscaldandosi molto più velocemente del resto del pianeta, e dunque è legittimo aspettarsi una maggiore incidenza di siccità, carestie ed inondazioni nell’immediato futuro.
Il rischio che l’Africa venga completamente trasformata dai mutamenti climatici è estremamente serio ed attuale; come diretta conseguenza, assisteremo a catastrofiche emergenze alimentari .
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Situazione umanitaria corrente
Piogge torrenziali si sono abbattute su molte delle regioni colpite dalla grave siccità, e numerose inondazioni hanno spazzato via i raccolti. Particolarmente colpite alcune aree della zona costiera del Kenya.
Nel Sudan meridionale, gli scontri tra clan hanno provocato la fuga di oltre 300.000 persone sfollate da gennaio ad oggi; in Somalia, invece, i profughi sono stimati in 1 milione di persone, contando solo gli occupanti i campi alla periferia Mogadiscio.
Sud Sudan
Secondo le Nazioni Unite, sono 1,5 milioni gli individui colpiti dall’emergenza cibo.
In Agosto, il World Food Programme aveva previsto che il Sudan sarebbe andato incontro ad una fase di pre-carestia ed attualmente, nelle regioni più duramente colpite, il tasso di malnutrizione è due volte più alto della soglia d’emergenza. Le Nazioni Unite stimano che almeno 500.000 bambini sotto i cinque anni necessitino di cure ed alimentazione terapeutica supplementare. Se già a settembre le famiglie più povere potevano contare soltanto su un pasto ogni due giorni, nel mese di ottobre la situazione si è aggravata, scendendo ad un pasto ogni tre giorni.
Etiopia
Il Governo ha stimato che 6,2 milioni di individui siano in emergenza umanitaria, con un fabbisogno totale netto per prodotti alimentari e non pari a 175 milioni di dollari per il trimestre ottobre-dicembre. Essi sono così ripartiti: il fabbisogno netto relativo ai soli generi alimentari è stimato in 121 milioni di dollari; 8,9 milioni sono necessari per razioni di cibo supplementare, mentre 45 milioni per prodotti e servizi non alimentari: sanità, nutrizione, acqua potabile, agricoltura e allevamento. La malnutrizione infantile ha già raggiunto un livello critico in due distretti della regione somala.
Kenya
Un terzo dei bambini di Mandera, nel Kenya nordorientale, sono malnutriti; quattro milioni di persone stanno andando incontro ad una grave carestia. La carenza di cibo è aggravata dalle piogge estremamente scarse; ciò sta provocando l’esaurimento delle scorte e una sempre maggiore frequenza di conflitti per il controllo dei pozzi idrici. I pascoli sono decimati, il tasso mortalità del bestiame è cresciuto in modo esponenziale, così come i prezzi dei cereali, data la scarsa disponibilità. Il potere d'acquisto delle comunità è seriamente indebolito.
Somalia
3,64 milioni di persone, circa la metà della popolazione, hanno bisogno di assistenza umanitaria d’emergenza. Le recenti inondazioni hanno messo in fuga 15.000 persone, senza considerare che la crisi preesistente generata dai continui conflitti tra il Governo e i gruppi di miliziani richiederà tempi di recupero lenti ed estremamente difficoltosi.
Il World Food Programme è impegnato in una massiccia campagna in sostegno ai bambini malnutriti ed alle loro madri.
Media
L’attività dei media si può riassumere in:
- Appelli diffusi a livello internazionale
- Campagne informative sulla grave evoluzione della crisi in atto, soprattutto attraverso articoli pubblicati su internet
- Copertura a mezzo stampa nazionale
- Briefing e aggiornamenti
Intervento di Islamic Relief
- Si è discusso con il DEC sull’opportunità di lanciare un appello, la decisione sarà presa probabilmente in Dicembre
- I progetti preparati da IR sono attualmente al vaglio di organismi delle Nazioni Unite, in particolare di OCHA e UNICEF
- Progetti aperti ad accordi di partnership:
Paese |
Progetto |
Sud Sudan (Terekeka) |
2 pozzi per i rifugiati |
Sud Sudan (Warrap) |
Alimentazione supplementare e potenziamento agricolo |
Etiopia |
Acqua potabile |
Kenya |
Distribuzione di pacchi alimentari a 426 famiglie |
Attività imminenti
- Teleconferenza con i Fundraising Partners di Islamic Relief in programma per Martedì 3 Novembre.
- Espansione dei progetti esistenti nelle aree interessate per fronteggiare in modo più efficace la crisi attuale.
Fonti
- Islamic Relief, uffici operativi in Sud Sudan, Etiopia, Kenya e Somalia
- FSNAU
- FEWSNET
- DRMFSS, elenco delle zone critiche, Etiopia Maggio 2009
- IRIN
- Presentazione di Lise Grande, Vice Coordinatore dei Programmi Umanitari per il Sudan meridionale
- Professor Sir Gordon Conway, Grantham Institute per i mutamenti climatici, Imperial College di Londra.
La recente crisi alimentare in Africa Orientale rende urgente affrontare i mutamenti climatici del pianeta.
Nessuno meglio della 33enne Mariam Bùlow Jimcale conosce meglio i tragici effetti della siccità in Kenya. Mariam badava ad un gregge di capre che è stato decimato dai ripetuti cicli di siccità che hanno colpito la regione di Mandera. "Dal mio gregge ricavavo latte e carne, ma quasi tutti i capi di bestiame sono morti, e ora i miei bambini sono affetti da malnutrizione”.
Siccità e aumento dei prezzi dei generi alimentari hanno lasciato 20 milioni di persone a soffrire la fame in tutta l'Africa orientale, dove l’emergenza umanitaria è ormai ad un punto critico. In Kenya, Etiopia, Somalia e Sudan meridionale – terre già dilaniate da aspri conflitti bellici - il tasso di malnutrizione è in crescita esponenziale, così come le epidemie e le infezioni dovute alla contaminazione dell’acqua. Oltre a ciò, la siccità lascia presagire un altro anno di scarsità per quanto riguarda il raccolto. Mentre fino a pochi anni fa’, questi problemi si presentavano ciclicamente ogni dieci anni circa, ora per effetto dei mutamenti climatici, calamità quali la siccità sono diventate un evento quasi annuale che puntualmente colpisce le comunità africane, già tra le più povere e disagiate del pianeta.
Haniya Dar, Coordinatore dei programmi di sviluppo per Islamic Relief East Africa, ha detto:"Islamic Relief è stata fondata nel 1984 anche per far fronte alle devastanti carestie che colpirono l’Africa orientale, ed è triste e scioccante che, a causa dei cambiamenti climatici, dopo 25 anni i problemi di allora siano diventati sempre più ricorrenti".
Le comunità della regione traggono gran parte del proprio sostentamento dalle colture pluviali, che più delle altre hanno risentito degli effetti dei cambiamenti climatici. Ha detto Haniya: "In conseguenza dei mutamenti climatici, le comunità non possono più prevedere e pianificare le piogge ed i raccolti. Anni consecutivi di siccità, significano la fine del tradizionale sistema che garantiva loro la sopravvivenza, col risultato che il loro sostentamento dipende interamente dagli aiuti umanitari”.
Il lavoro di Islamic Relief
Islamic Relief sta assistendo migliaia di persone colpite dalla crisi alimentare con progetti in tutt’e quattro i Paesi. Tra gli obiettivi che s’intendono realizzare vi sono un'infrastruttura integrata delle risorse idriche, un sistema d’agricoltura efficiente e il programma di nutrizione in partnership con ECHO, di cui stanno beneficiando oltre 109.000 persone nel distretto di Mandera, nel Kenya settentrionale.
In Somalia, invece, oltre a fornire aiuti alimentari d'emergenza agli sfollati nel corridoio di Afgoi, stiamo attuando progetti integrati nei settori salute, acqua, servizi igienico-sanitari, con particolare attenzione ai programmi d’igiene nel Puntland e nelle regioni centro-meridionali del Paese.
Per affrontare la scarsità d’acqua, abbiamo realizzato reti idriche a beneficio di 50.000 persone in 38 villaggi nelle regioni somale dell'Etiopia, oltre a svolgere programmi igienico-sanitari e corsi di formazione e sensibilizzazione in materia di igiene. Nel Sudan meridionale, invece, stiamo costruendo 60 pozzi per fornire acqua pulita a circa 50.000 persone.
A Mandera, nel Kenya settentrionale, abbiamo avviato un progetto per sostenere i pastori le cui greggi sono state decimate dalla siccità. Grazie all'irrigazione dei terreni e all'insegnamento alle comunità delle pratiche agricole più innovative, migliaia di persone sono finalmente in grado di procurarsi il cibo con cui sfamare le proprie famiglie e gli animali, nonché di generare un reddito regolare.
Valutazione a lungo termine
Il numero degli sfollati,che a causa della crisi alimentare attraversano le frontiere verso i paesi confinanti, è cresciuto progressivamente. La gente ha cominciato a riunirsi strategicamente attorno ai punti in cui è presente ancora un po’d'acqua, esercitando di conseguenza un’ulteriore pressione sulle risorse già scarse, esacerbando i conflitti interni alle popolazioni, e dunque aumentando la necessità di interventi a fini risolutivi dei conflitti stessi.
Vi sono poi fondati timori che nella regione si possano verificare, a breve, piogge violente che potrebbero danneggiare i sistemi idrici, spazzare via colture e pascoli, e uccidere altri animali, oltremodo preziosi proprio perché tra gli ultimi superstiti. La prospettiva conseguente è dunque che si scatenino epidemie di malattie infettive causate dalla contaminazione dell’acqua, che sarebbero fatali per la popolazione già debole e denutrita.
Progetti per il futuro
IR ha lanciato un primo appello da 5 milioni di Euro, per consentire di rispondere ai bisogni urgenti delle popolazioni dei quattro Paesi. Tra i numerosi interventi previsti citiamo:
? La riabilitazione dei sistemi di approvvigionamento idrico in Kenya, per fornire acqua potabile a 96.000 persone.
? Sempre in Kenya, programmi alimentari e di sostegno alla salute per circa 100.000 bambini sotto i cinque anni, per le donne in gravidanza e le madri che allattano.
? In Sudan, programmi di assistenza sanitaria e di alimentazione supplementare per bambini malnutriti.
Note
Kenya
Il governo ha chiesto aiuti alimentari per otto milioni di persone, soprattutto per la popolazione che abita le regioni aride. Secondo un sondaggio condotto da Islamic Relief, a Mandera, nel nord-est del Paese, il tasso di malnutrizione si attesta intorno al 30 per cento, e il numero di beneficiari dei programmi di IR iscritti nelle liste di per ricevere aiuti alimentari è aumentato del 100 per cento in quattro mesi.
Etiopia
6,2 milioni di persone necessitano di assistenza alimentare urgente; il 30% di essi si trova nella regione somala. 38 dei 40 distretti della regione sono in emergenza idrica. I modelli meteo prevedono un aumento della temperatura media in Etiopia compreso tra 1,7 e 2,1 gradi e, se così fosse, l’emergenza alimentare diverrebbe ancor più critica; il numero di malattie, di persone malnutrite, il degrado del suolo e i danni alle infrastrutture crescerebbero in modo esponenziale.
Somalia
3,8 milioni di persone in tutto il Paese necessitano di assistenza umanitaria; 3,2 milioni hanno bisogno urgente di aiuti alimentari. Le piogge nel Puntland e nel Somaliland non sono mai state scarse come negli ultimi tre anni.
Sudan meridionale
Le piogge completamente assenti, un conflitto inter-etnico che non accenna a placarsi, il numero di sfollati e rifugiati in costante crescita, l’inflazione dei prezzi degli alimentari, l’elevato tasso di povertà e il divieto di importazione di prodotti alimentari dai Paesi confinanti come il Kenya, rendono la situazione del Sudan forse la più critica dei quattro Paesi. L'ultimo raccolto ha reso solo il 40 per cento rispetto all’anno precedente, e il prezzo degli alimentari è triplicato.
