Giornata internazionale della donna: superando le sfide

Viviamo in un mondo in cui povertà e disparità di genere vanno di pari passo.

  • Donne e ragazze hanno minore accesso a cibo, assistenza sanitaria, istruzione e lavoro retribuito.
  • Donne e ragazze costituiscono il sessanta per cento delle persone che soffrono di fame in modo cronico.
  • Donne e ragazze hanno maggiori probabilità di morire a causa di disastri naturali.

Nei paesi in via di sviluppo, donne e ragazze hanno meno opportunità nella vita, il che limita il loro potenziale come individui e frena lo sviluppo delle società.

Alla luce della Giornata Internazionale delle Donne, vogliamo condividere con voi le storie ispiratrici di alcune donne che hanno superato immense difficoltà ed ostacoli nelle loro vite.

Hala, 24 anni, Gaza

Hala si è sposata nel 2014. Aveva 20, era fidanzata da 11 mesi e la fotocamera era la sua migliore amica, che ha registrato tutti i suoi meravigliosi e folli momenti di vita.

Ogni scatto è un momento felice impresso nella sua memoria. Tutti i momenti felici sono collegati a quel periodo della sua vita. Il matrimonio rappresentava un nuovo inizio, una nuova vita, un nuovo viaggio. Il giorno del matrimonio dovrebbe riportare alla mente ricordi gioiosi, ma non è stato il caso di Hala, quando le abbiamo chiesto del suo matrimonio.

Suo marito, Khaled, lavorava come fotoreporter. E’ morto con la fotocamera in mano, mentre documentava la guerra a Gaza. La stessa fotocamera che ha documentato la nascita del loro amore, ha documentato anche la morte di Khaled. Questo evento traumatico ha avuto un impatto immenso su di lei, ci ha detto:

“Quel giorno, tutta la mia felicità, tutti i miei sogni e speranze sono svaniti in un attimo. La morte del mio amato marito mi ha scioccato. Ci eravamo appena sposati, avevamo i nostri piani ed avevamo iniziato a costruire la nostra famiglia. Non riuscivo a sopportare il dolore, la mia vita era diventata grigia e tutto mi sembrava cupo.”

La famiglia e gli amici di Hala sono riusciti a convincerla a continuare gli studi e, non molto tempo dopo, ha dato alla luce Tolin, sua figlia. La nascita di Tolin le ha ridato energia, ispirazione e motivazione.

“Perdere il marito ed essere vedova non erano più percepiti come la fine del mondo.

Hala ha ripreso in mano la sua fotocamera ed ha iniziato alcune sessioni fotografiche con gli amici. Piano piano la sua reputazione è cresciuta ed ora lavora come fotografa professionista. Oggi ottiene un guadagno dai suoi scatti.

Samina, Pakistan

La vita di Samina non è stata facile. Sua mamma è morta quando lei aveva 15 anni e, dopo gli esami finali del decimo anno, suo papà l’ha data in sposa. Come prima nascita ha avuto una bambina, il che ha infastidito il marito, che voleva un figlio maschio e che ha iniziato a diventare violento nei confronti della moglie. Samina ha continuato a subire abusi fisici dal marito. Quando ha dato alla luce un’altra bambina, il marito, come reazione, ha sposato un’altra donna. Dopo un breve periodo, il marito è deceduto ed è diventato veramente difficile per Samina pagare l’affitto, motivo per cui è stata costretta a traslocare in un appartamento più piccolo.

I bimbi di Samina stavano male, la sua stessa saluta stava deteriorandosi, e non aveva nessuna fonte di reddito. Ha iniziato a fornire lezioni private nel suo quartiere ed ha ricominciato a studiare. Dopo la laurea, ha iniziato ad insegnare ad una scuola locale. I salari erano molto bassi ma le hanno permesso di coprire i bisogni essenziali della sua famiglia.

Islamic Relief ha alleviato alcune delle sofferenze di Samina, prendendo le due figlie nel programma di adozione a distanza. Samina, inoltre, ha preso il ruolo di leader di un gruppo di guardiani degli orfani (OGG), formato da IR. Questo le ha dato la possibilità di raggiungere donne svantaggiate. Samina le ascolta e le aiuta a trovare soluzioni ai problemi che affrontano.

Samina poi si è risposata, ma il secondo marito era contro l’istruzione della figlia. Abusava di loro fisicamente ed emotivamente, si aspettava che Samina desse alla luce un bambino per lui e che non fosse in contatto con le sue figlie. Per porre fine a quella situazione, Samina ha lasciato il marito e si è trasferita in un monolocale con le figlie, di nuovo.

Dopo alcuni mesi, Samina ha dato alla luce un’altra bambina. Le sue tribolazioni la rendevano fragile e, un giorno, il marito è entrato in casa con la forza, rubando tutti i suoi averi. Samina, nonostante ciò, non ha smesso di lottare per una vita migliore.

“Affrontando ogni tipo di violenza e discriminazione, dal primo al secondo matrimonio, non ho mollato ed ho continuato a rialzarmi ogni volta.”

Con l’aiuto di IR, Samina ha aperto un centro di ripetizioni nel Dicembre del 2017. Ha iniziato con 10 studenti ed oggi ha 32 iscrizioni.

Shefaly, Bangladesh

Shefaly ha un figlio ed una figlia. Dopo la morte del marito, ha avuto difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni. Ha iniziato a fare lavori di sartoria per guadagnare qualche soldo, ma non era abbastanza per provvedere a vestiti, materiale scolastico e medicine per i figli.

Spesso passavano interi giorni senza che avessero cibo in tavola, i bambini chiedevano di mangiare ma lei non aveva nulla da offrire. La sua comunità e la sua famiglia la evitavano, quando provava a rivolgersi a loro per chiedere aiuto. Nel 2015 Islamic Relief ha raggiunto il distretto in cui viveva e lei ha potuto registrarsi per ricevere aiuti.

“Questo è un momento di svolta nella mia vita. Abbiamo formato un gruppo ai auto-aiuto e IR ci ha fornito supporto e maggiore consapevolezza nelle aree relative alle competenze sociali, sanitarie e familiari. Ci hanno aiutato attraverso corsi di formazione, a sviluppare business plans individuali, richieste di sovvenzioni e ci hanno messo in contatto con diversi fornitori di servizi statali. Abbiamo creato un sindacato e un forum per proteggere i nostri diritti.”

“Nel 2016, ho portato avanti diverse attività per guadagnare, come la sartoria, allevamento di polli e anatre, allevamento di capre e mucche e la coltivazione di risaie dopo aver affittato i campi.”

Shefany oggi è vista come un brillante esempio nella sua comunità. E’ riuscita a superare povertà e difficoltà, oggi si prende cura della propria fattoria, porta i propri figli a scuola e assiste altre donne nella località in cui vive.

Il signor Shashi Mohan, abitante dello stesso villaggio di Shefaly, ci ha detto:

“Dopo la morte di suo marito ha lavorato nelle case altrui, in campi, come sarta, ed alcune volte ha chiesto aiuto alla gente della comunità per procurarsi da mangiare. Oggi ha una mucca, una capra, polli, un campo agricolo e una pompa per l’irrigazione. Può guadagnare bene e gestire le spese della sua famiglia, come anche contribuire allo sviluppo di altre donne. E’ un esempio brillante per il resto della comunità.”