Il trauma psicologico dello sfollamento

Oggi ci sono più di 65 milioni di persone al mondo che sono state costrette a lasciare la propria casa a causa di conflitti o disastri naturali (UNHCR), molte di queste stanno lottando per soddisfare i propri bisogni di base come nutrirsi, bere, avere un riparo ed accesso ai servizi essenziali. Tuttavia, il trauma psicologico derivante dalla condizione di sfollamento è meno visibile e spesso trascurato.

Un’intera generazione di giovani ha visto la propria vita sradicarsi e Islamic Relief è profondamente preoccupata per l’impatto che questo può avere, a lungo termine, sulla loro salute mentale. I nostri progetti coinvolgono bambini e adolescenti vulnerabili, in particolare quelli che non vanno a scuola, che sono abbandonati, orfani o che sono sopravvissuti a violenze. Alcuni di questi bambini soffrono di incubi o bagnano il proprio letto, mentre per altri i sintomi sono più gravi.

Il programma di cura di Islamic Relief include la fornitura di spazi sicuri per donne e bambini e attività come giochi, musica, teatro, arte terapia, sport e giornate aperte. Dall’inizio del conflitto siriano, abbiamo fornito supporto psicologico a più di 10.000 bambini, ma con più di 8 milioni di bambini colpiti dalla crisi, il nostro lavoro è solo all’inizio.

“Ho cercato di porre fine a questa vita miserabile”

Per Kamar, donna siriana di 24 anni e madre di due bambini, il programma di supporto psicosociale di Islamic Relief ha significato la salvezza. E’ riuscita a fuggire dalla Siria ma, come molti altri profughi, tutto ciò per cui aveva vissuto era stato distrutto. Kamar ha sofferto di un grave disturbo da stress post-traumatico e di depressione, che l’ha quasi portata a togliersi la vita.

“Ho provato dolore ed ho sofferto sola senza nessuna assistenza, con i miei due figli. Ho provato più volte ad uccidermi o uccidere i miei figli per mettere fine a questa vita miserabile“, ha confessato ad Islamic Relief.

Dopo che la casa di Kamar è stata bombardata ad Aleppo, ha intrapreso un viaggio pericoloso per fuggire. Passando attraverso un mare di cadaveri, ha assistito alla morte di suo padre mentre teneva stretta la sua piccola Doha, coprendole gli occhi. Kamar è riuscita a fuggire e stabilirsi in Libano, ma il trauma l’ha lasciata incapace di dare ai suoi figli una casa sicura e amorevole. Invece, è diventata incline alla rabbia ad all’abuso fisico.

Islamic Relief è intervenuta con 11 sedute specialistiche di psicoterapia e, grazie ad una combinazione di consulenza e farmaci temporanei, è riuscita a superare il suo trauma al 95%. Ha riacquisito il controllo della propria ansia ed ha sviluppato tecniche di rilassamento.

“Lo psicoterapeuta mi è stato di grande supporto”, ci ha detto. “La rabbia nei confronti di mia figlia è ancora lì, ma ad una bassa frequenza. Le sedute sono state molto positive per me.”

 

 

Kamar ora è in grado di abbracciare i suoi figli e dare loro l’affetto di cui hanno bisogno. Ora, c’è speranza anche per la loro guarigione.