Qurbani: l’impatto delle vostre donazioni, raccontato in quattro storie

Molti si affidano a Islamic Relief per donare il loro Qurbani, in tutto il mondo. Vogliamo che sappiate che le vostre donazioni hanno permesso ad un padre disabile in Pakistan di ricevere la carne, hanno dato da mangiare a una coppia di anziani in Bosnia e in Bangladesh.

Condividiamo con voi, quattro storie che testimoniano l’importanza del vostro Qurbani per queste famiglie in Bosnia, Bangladesh, Pakistan e in Albania.

Le vostre donazioni sono un raggio di speranza, per queste famiglie che affrontano guerra e fame.

La parola “Qurbani” in arabo si riferisce a un sacrificio fatto per Allah. Attraverso il Qurbani, onoriamo l’atto del profeta Ibrahim, seguendo il suo esempio, ogni Eid Al-Adha sacrifichiamo la nostra ricchezza e condividiamo le nostre benedizioni con le persone bisognose.

Allah (SWT) ci chiede di fare sadaqa come stile di vita. Il Corano usa spesso le parole “carità regolare”, il che significa che la carità dovrebbe essere una parte fondamentale della vita di ogni musulmano come parte della sua devozione ad Allah.

“In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l’orazione e versato la decimam avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.” Corano (2:277)

Dal 1986, Islamic Relief porta avanti la tradizione di Eid Al-Adha, dando la possibilità alle persone di tutto il mondo, di donare i loro Qurbani ai bisognosi.

I nostri uffici organizzano tutto in anticipo, acquistando animali di alta qualità da allevamenti locali e garantendo il rispetto di tutte le misure di sicurezza e igiene. Ciò che è iniziato con solo 670 distribuzioni in tutto il mondo, è cresciuto fino a raggiungere più di 150.000 Qurbani eseguiti ogni anno e il nostro programma ora raggiunge oltre 3 milioni di persone, incluse alcune delle parti più remote del globo.

Perché la donazione Qurbani/Udhiya è importante?

Vedrete di seguito come donare il vostro Qurbani / Udhiya porta gioia alla vita delle persone che non possono permettersi le cose elementari che spesso diamo per scontate.

Ma ricordate, la gioia è condivisa tra chi dà e chi riceve. Una donazione per Qurbani può sembrare una piccola azione, tuttavia, per coloro che hanno bisogno, è la risposta ai loro duaa. Ci auguriamo che la loro gioia, possa arrivare ai vostri cuori attraverso le storie che vi racconteremo.

Bosnia, la solitudine della vecchiaia

La guerra in Bosnia è durata tre anni, dal 1992 al 1995. Sono state uccise centinaia di migliaia di persone e quasi la metà della popolazione era stata sfollata. Molte famiglie sono fuggite dal conflitto, da quello che ora sappiamo essere stato un genocidio, diventando rifugiati.

Ma dopo la fine della guerra, molte persone, come Omanovic e suo marito, hanno deciso di fare ritorno, perché malgrado tutto, la Bosnia è la loro casa.

“Abbiamo perso tutto ciò che avevamo durante la guerra in Bosnia. La nostra casa è stata distrutta e nostro figlio è rimasto ucciso. Siamo diventati rifugiati e siamo tornati qui solo nel 2002. Abbiamo vissuto in una tenda per sei mesi. Grazie all’aiuto di persone generose, siamo riusciti a ricostruire la nostra casa.

Dopo tre anni di guerra, l’economia bosniaca era distrutta. Era difficile trovare lavoro e di conseguenza i tre figli di Omanovic non potevano stare con i genitori. Molti di loro si sono trasferiti in città alla ricerca di nuove opportunità. All’inizio, andava tutto bene.

Omanovic spiega cosa significano per lei e per suo marito le donazioni Qurbani.

“Ma ora siamo anziani e non abbiamo soldi”, ci dice Omanovic. “Mio marito è un pensionato e sopravviviamo principalmente grazie alla sua pensione. Ma questo reddito viene speso principalmente in medicine e per pagare le nostre bollette. È impossibile per noi permetterci la carne anche se è poco costosa”.

“Abbiamo sempre vissuto una vita complessa, ma ora è ancora più difficile perché siamo vecchi e malati e non siamo in grado di badare a noi stessi. A causa della guerra, i nostri vicini non sono più qui e i nostri figli vivono in altre città. Raramente le persone vengono a trovarci”.

A causa della difficile situazione economica, i loro figli riescono a malapena a guadagnarsi da vivere in città. All’epoca in cui abbiamo fatto loro visita, i loro figli erano disoccupati.

“Eid al-Adha è un momento in cui la famiglia si riunisce, ma per noi non è stato così per molti anni”. Ci dice che spesso lo staff di Islamic Relief è l’unica visita che ricevono per mesi.

Rimangono ottimisti, grazie alla speranza che hanno in Allah. “Senza l’aiuto delle persone, non potremmo assolutamente permetterci la carne. Riponiamo la nostra fiducia in Allah. Vorremmo ringraziare tutti coloro che contribuiscono a questo progetto. Che Allah vi ricompensi”.

Albania, una famiglia in difficoltà

Kujtim e Vjolca sono sposati e hanno tre figli. Vjolca è in cura per il cancro, ma la famiglia è piena di speranza. Ecco la loro storia.

Kujtim: “Lavoro occasionalmente come saldatore e amo molto la mia professione, ma non è facile trovare lavoro nel villaggio. Sono dovuto emigrare in Turchia per mantenere la mia famiglia, sono stato lì per due mesi prima di tornare perché mia moglie si è ammalata gravemente. Mia moglie e le mie figlie lavorano con me la terra dove coltiviamo ortaggi e si prendono cura della mucca che ci è stata donata. Alhamdulillah, tra il mio lavoro e i prodotti della terra e la mucca riusciamo a sopravvivere. È molto difficile per noi comprare la carne. Come capofamiglia, mi rattristo nel non riuscire a soddisfare i bisogni della mia famiglia, specialmente per mia moglie malata e i miei figli piccoli. Hanno un disperato bisogno del nutrimento che fornisce la carne e io non posso fornirgliela…”

Kujtim si mise a piangere e non riuscì a continuare parlare. Sua moglie si avvicinò per consolarlo.

Vjolca: “A causa della chemioterapia, il medico mi ha detto che devo seguire una dieta ricca di proteine. Le proteine ​​sono importanti per la crescita e la riparazione delle cellule e per un sistema immunitario sano. Senza abbastanza proteine, il corpo impiegherà più tempo per riprendersi da una malattia o dal trattamento per contrastare il cancro. Sono grata per tutto il duro lavoro e gli sforzi di mio marito”.

Kujtim: “La nostra casa è molto vecchia e necessita di lavori che non posso permettermi. La casa è piccola e non è adeguata per ospitare la mia famiglia. Abbiamo due camere da letto, un soggiorno e una cucina. Il tetto perde e le pareti sono umide. C’è anche della muffa che peggiora la salute di mia moglie. Dobbiamo percorrere 16 km per fare la chemioterapia perché non ci sono medici o strutture nel nostro villaggio.

“Eid Al-Adha è una festa e un giorno di gioia per la famiglia. Purtroppo non abbiamo potuto sacrificare un animale ma abbiamo festeggiato con quello che avevamo con i nostri familiari. Siamo grati per la carne Qurbani che abbiamo ricevuto da Islamic Relief. La carne per la mia famiglia è una vera benedizione. Significa che il fabbisogno alimentare di mia moglie malata e dei miei figli piccoli sarà soddisfatto. E non è solo questo, è sapere che non siamo stati dimenticati in aggiunta all’importante valore spirituale.

Le parole non possono esprimere il mio ringraziamento ai donatori di Islamic Relief, a nome mio e della mia famiglia. Siamo grati per il vostro supporto durante questi tempi difficili. Che Allah vi ricompensi”.

Bangladesh, l’Eid in un campo profughi

Peran è un rifugiato Rohingya che è stato allontanato con la forza dalla sua casa. Ora vive in un campo profughi con la sua famiglia.

“Ora che ho 75 anni non sono più in grado di lavorare e anche la mia memoria è peggiorata. Il più delle volte faccio fatica a ricordare le cose. Come rifugiato è molto difficile trovare un lavoro, ma mia moglie mi aiuta. La maggior parte delle volte dipendiamo dagli aiuti alimentari. Facciamo del nostro meglio per gestire la famiglia, ma c’è poco lavoro, quindi ci accontentiamo dei beni di prima necessità. La carne non viene cucinata in casa nostra per mesi e mesi”.

Peran e la sua famiglia, mentre condividono un pasto.

“Per noi è impossibile comprare carne, mia moglie è l’unica a guadagnare un po’ di soldi per soddisfare i nostri bisogni primari. Negli ultimi due anni, mangiare carne è diventato un sogno. Quando eravamo in Myanmar potevamo mangiare carne un paio di volte a settimana, ma negli ultimi due anni siamo riusciti a mangiarla solo tre o quattro volte. Questo influisce negativamente sulla nostra salute. Non possiamo acquistare cibo a sufficienza per vivere, ma ci affidiamo da Allah. Ora sono vecchio e ho bisogno di medicine per sopravvivere, ma mi preoccupo per i miei nipoti perché non ricevono un’istruzione.

“Eid Al-Adha commemora la volontà del Profeta Ibrahim (AS) ed è importante per noi da festeggiare. Ricordo l’Eid nel mio paese; come rifugiati qui non possiamo permetterci di sacrificare nessun animale in questo momento. Pochi giorni prima dell’Eid, mia moglie mi ha chiesto come trascorreremo la giornata, non avendo né soldi e nemmeno carne da mangiare. Le ho detto che solo Allah sa come faremo. Poi ho sentito che Islamic Relief aveva preparato per noi della carne Qurbani. Negli ultimi due anni abbiamo potuto celebrare l’Eid grazie a queste donazioni. A parte Islamic Relief e i suoi donatori, tutti si sono dimenticati di noi. Grazie per essere rimasti al nostro fianco.”

Pakistan – L’amore di un padre per i suoi figli

Ajmil è sposato con cinque figli. Ha una disabilità visiva che gli impedisce di avere un lavoro.

“Non riesco a trovare un lavoro adeguato a causa della mia disabilità visiva e i miei figli sono troppo piccoli per lavorare o aiutarmi. A volte alcuni parenti ci aiutano fornendoci del cibo e altri cercano di aiutarci economicamente. La cecità visiva è la sfida più grande per me perché non posso prendermi cura dei miei figli come gli altri genitori. Se si ammalano non riesco a portarli in ospedale, se hanno bisogno di aiuto per qualche lavoretto non posso aiutarli perché finirei per creare loro maggiori difficoltà. In tempi difficili alcune famiglie ci sostengono, ma a volte i miei figli vanno a dormire a stomaco vuoto. La gente ci dona anche i soldi della Zakat, cerchiamo di usarli al meglio, ma il più delle volte io e mia moglie siamo costretti a digiunare per sopravvivere”.

Ajmil da mangiare a sua figlia grazie alle donazioni di Qurbani

“Non abbiamo i soldi per eseguire il Qurbani. Eid Al-Adha è di grande importanza per noi perché ci offre l’opportunità di mangiare carne e anche di avvicinarci ad Allah e ringraziarlo per tutte le benedizioni che ci fornisce.

“La nostra routine dell’Eid è simile a tutti gli altri giorni, l’unica differenza è che abbiamo carne da mangiare. Non possiamo permetterci la carne per tutto il resto dell’anno. Cerchiamo di rendere il cibo il più gradevole possibile per rendere felici i nostri bambini. Mia moglie cercherà di cucinare la carne in piccole quantità insieme alle verdure, in questo modo i nostri figli potranno avere cibo nutriente per un mese intero.

“La distribuzione della carne di Islamic Relief è una fonte di felicità per le persone della nostra comunità perché consente loro di partecipare alle feste di Eid come tutti gli altri. La carne Qurbani disegna i sorrisi sui volti dei nostri figli”.

Grazie per il vostro Qurbani!

Insieme ai milioni di beneficiari, vorremmo ringraziare tutti i nostri donatori da tutto il mondo per la vostra generosità.

La carità è considerata una delle componenti più importanti della nostra fede. Il Corano ci ricorda che esiste un “diritto riconosciuto, per i bisognosi e gli indigenti” sulla nostra ricchezza (70:24-5).

Donando la propria ricchezza, un musulmano adempie al proprio dovere di aiutare chi è nel bisogno.

È grazie alle vostre donazioni che siamo in grado di raggiungere le famiglie di tutto il mondo.

E anche quest’anno abbiamo bisogno del tuo sostegno, per aiutare ancora più persone bisognose.

Dona ora il tuo Qurbani.
Un tuo dovere, un loro diritto, una nostra amana