Come erano vs come sono: storie di successo di donne coraggiose

In questa giornata internazionale della donna, celebriamo i successi delle donne in ogni angolo del mondo. Siamo orgogliosi dei loro traguardi e vogliamo condividere con voi alcuni casi molto stimolanti di donne combattenti che sono riuscite a cambiare le loro vite e ad avere un impatto positivo sulla società.

Dalla Bosnia, la storia di Samira Hasimovic

Samira Hasimovic si è sposata all’età di 15 anni. La sua vita non era facile, suo marito la maltrattava perché non potevano avere figli. Dopo 15 anni, il matrimonio ha visto la nascita del loro primo figlio. Tuttavia, quando il bambino aveva 4 mesi, il padre morì.


Samira non sapeva né leggere né scrivere. Ma questo non l’ha fermata, e dopo una dura lotta, è diventata – ed è tutt’ora – la presidente dell’Associazione Rom, dove sostiene altre donne rom. Islamic Relief è stata in grado di aiutare la famiglia sostenendo il figlio negli ultimi cinque anni attraverso il suo programma per orfani e bambini vulnerabili.

Bangladesh: il caso di Rujina è un esempio di come l’istruzione sia la chiave del progresso

Rujina aveva due anni quando le fu diagnosticata la poliomielite. Era una studentessa eccellente, ma quando arrivò all’università, le sue condizioni iniziarono a peggiorare e non riuscì a tenere il passo. Questa situazione le fece perdere speranza e abbandonò presto gli studi. Ha attraversato un periodo di depressione a causa della sua disabilità, ma grazie al sostegno della sua famiglia, ha ripreso gli studi.

Quando ha visto un annuncio di Islamic Relief che pubblicizzava un “Motivatore del Villaggio” per il progetto SAFOLLO a Pirgachha, ha fatto domanda e ha avuto successo. E come se non bastasse, nel 2014 ha ricevuto un prestigioso premio dal governo del Bangladesh, il “Joyeeta Award” per il suo straordinario contributo all’istruzione e all’empowerment. Ad oggi, lavora per Islamic Relief Bangladesh come animatrice della comunità.

Palestina: Haya, con il suo spirito coraggioso e provocatorio, è riuscita a rompere gli stereotipi che nei confronti delle persone con disabilità

Haya, che vive con la sua famiglia a Gaza, è stata diagnosticata come sordomuta all’età di due anni. Crescendo, ha dovuto affrontare molte sfide, soprattutto quando si trattava di comunicare con le persone.
Appassionata di educazione, è rimasta delusa quando ha saputo che non poteva laurearsi in giornalismo e media presso la sua università locale. Questa ingiustizia è stata la forza trainante per la sua motivazione e per la sua lotta: era determinata a dimostrare al mondo che si sbagliavano.
Alla fine si iscrisse ad un corso di specializzazione in fotografia presso un’altra università e si laureò in grafica.

Islamic Relief le ha offerto un’opportunità di formazione di sei mesi nel proprio dipartimento media e ne è diventata una figura chiave, mostrando l’importanza dell’inclusione e dell’abbattimento dei preconcetti sulle persone con disabilità e sulle loro capacità lavorative. Haya continua a lottare per una maggiore inclusione e visibilità delle persone disabili, che sono purtroppo ancora stigmatizzate.

Buona Giornata internazionale per i diritti della donna!