Emergenze umanitarie

“Chiunque salvi una vita umana, è come se salvasse l’intera umanità.”(Corano 5:32)

Islamic Relief ha l’obiettivo di essere la prima organizzazione sul campo quando si presenta un’emergenza. Queste non possono permettersi di aspettare che raccogliamo fondi prima di prestargli aiuto, per cui è essenziale per noi essere preparati prima che il disastro colpisca.

Islamic Relief vuole essere la prima organizzazione sul campo quando si presenta un’emergenza, per aiutare immediatamente le persone colpite. Quando inondazioni, siccità o terremoti accadono, noi siamo lì: forniamo cibo salva-vita, acqua, riparo, medicine e prodotti per l’igiene alle famiglie che hanno perso tutto. Non solo salviamo vite umane, ma le ricostruiamo: restiamo nella zona anche dopo che la situazione si é calmata, aiutando le famiglie a rimettere in piedi le loro case.

Non ci fermiamo nemmeno laddove le persone vengono colpite, ripetutamente, dagli stessi disastri; pensiamo a come ridurre il rischio prima che l’ emergenza colpisca. In paesi inondati come il Bangladesh, rialziamo le case su dei basamenti, in modo che l’acqua non raggiunga le case e le distrugga, proteggendo così le comunità per gli anni a venire. Nei paesi colpiti dalla siccità come il Niger, costruiamo pozzi di lunga durata e colture di piante che possono sopravvivere al clima secco, per fare in modo che le famiglie non muoiano di fame.

La risposta alla crisi siriana

Per quanto la primavera araba abbia travolto tutto il Medio Oriente nel 2011, pochi paesi hanno sofferto così duramente come la Siria. Sono state uccise almeno 400.000 persone ed i civili hanno abbandonato a migliaia le loro abitazioni per sfuggire alla violenza ed allo spargimento di sangue.

Sebbene fornire aiuto all’interno della Siria è stato inizialmente molto difficile, Islamic Relief si è battuta per ottenere l’accesso nel paese. Dall’inizio del 2012, stiamo fornendo cibo, medicinali ed altri tipi di assistenza all’interno della Siria: ad Aleppo, Damasco, Idlib ed in altre città.

Stiamo inoltre sostenendo dall’inizio della crisi i profughi ai confini della Siria. Attraverso le nostre basi in Iraq, Giordania e Libano, abbiamo sostenuto milioni di persone.

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