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Le opportunità di lavoro sono limitate e chi dipende da impieghi stagionali spesso trascorre settimane senza entrate regolari. I gruppi più vulnerabili, tra cui vedove, famiglie guidate da donne, orfani, anziani e persone con disabilità, sono quelli che risentono maggiormente di questa situazione.
Fatima, 62 anni, vive con suo figlio, la moglie di lui e i loro tre bambini piccoli. Il figlio riesce a trovare solo occasionalmente lavoro nell’edilizia o nell’agricoltura, quando se ne presenta l’opportunità, mentre lei rimane a casa per prendersi cura dei nipoti. “A volte riusciamo ad andare avanti solo grazie all’aiuto dei vicini o dei familiari”, spiega.
La situazione è peggiorata ulteriormente dopo il terremoto, che ha danneggiato le abitazioni e compromesso le risorse locali. “Il cibo è diventato sempre più difficile da trovare e l’acqua era un problema enorme, finché il pozzo non è stato sistemato. Ogni giornata era una continua prova”, racconta Fatima.
Spesso i pasti si riducevano a pane e tè. “È doloroso quando hai bambini piccoli e non riesci a dare loro ciò di cui hanno bisogno”, aggiunge.
Per Fatima, il Ramadan è un periodo di profonda fede e senso di comunità, ma comporta anche un peso economico maggiore. “È un mese sacro, ma diventa più difficile perché tutto costa di più e il bisogno di cibo aumenta. Senza un sostegno, la situazione diventa estremamente complessa”.
La sua giornata durante il Ramadan inizia prima dell’alba, preparando il suhoor per la famiglia. Le ore scorrono tra la preghiera e la cura della casa, fino al momento dell’iftar, condiviso insieme alla famiglia al calar del sole. Nonostante le risorse limitate, Fatima fa tutto il possibile per rendere il Ramadan un momento speciale per i bambini.
Grazie al programma di distribuzione alimentare di Ramadan di Islamic Relief, la famiglia di Fatima ha ricevuto un pacco con alimenti di base, sufficienti a coprire i bisogni dell’intero mese. “Ha fatto una grande differenza. Ha aiutato tante famiglie, non solo la mia. Le persone erano molto riconoscenti. Questo sostegno è arrivato al momento giusto e ha alleggerito il nostro peso”, racconta.
Il pacco alimentare ha contribuito anche a rafforzare il senso di comunità, favorendo la solidarietà tra i vicini e la condivisione delle benedizioni del mese sacro.
Fatima esprime gratitudine anche per altri progetti che hanno avuto un impatto duraturo sul suo villaggio, tra cui un pozzo recentemente attrezzato. “Quell’acqua ci ha salvati. La utilizziamo ogni giorno e ha cambiato le nostre vite”, dice.
Per famiglie come quella di Fatima, la combinazione tra il sostegno alimentare durante il Ramadan e i progetti comunitari a lungo termine offre molto più di un aiuto immediato: restituisce dignità, rafforza la speranza e dà la forza di guardare a un futuro migliore.
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