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Um Mohammed è una delle tante madri che ogni giorno cercano, con grande sacrificio, di sostenere la propria famiglia.
Il marito di Um Mohammed svolge lavori saltuari presso un valico di frontiera, ma senza alcuna continuità. “Alcuni giorni riesce a lavorare, altri no”, spiega.
Quando trova impiego, guadagna tra le 100 e le 200 lire siriane, una cifra che consente appena di acquistare lo stretto necessario per mangiare. “Con quello che abbiamo, compriamo mezzo chilo di pomodori, una lattuga o qualche patata. È così che riusciamo ad andare avanti”.
Il costo della vita è aumentato drasticamente e cucinare ogni giorno non è più possibile. “A volte cuciniamo un giorno sì e uno no”, racconta Um Mohammed.
Anche procurarsi l’acqua è diventato oneroso, le verdure sono spesso fuori portata e il pane è sempre più difficile da trovare. “Non mangiamo carne da cinque giorni”, aggiunge.
Durante il Ramadan, le difficoltà diventano ancora più evidenti. Ci sono state notti in cui la famiglia è andata a dormire senza fare suhoor. “Dicevo ai miei figli: “Dormite senza suhoor stasera. Non è indispensabile. L’importante è aver mangiato la sera’”, racconta a bassa voce.
Un tempo il Ramadan era un periodo di gioia, fatto di incontri familiari e momenti condivisi. “Prima ci riunivamo con parenti e amici, e i dolci del Ramadan facevano parte delle nostre tradizioni. Ora non possiamo permetterci nulla di tutto questo”.
Um Mohammed si occupa della casa completamente da sola. Ogni mattina lava i vestiti a mano, perché la famiglia non dispone di una lavatrice. Dopo aver terminato le faccende domestiche, pregano insieme e iniziano a preparare l’iftar con il poco cibo disponibile.
Garantire l’accesso all’acqua resta una difficoltà costante, poiché anche il suo approvvigionamento è diventato sempre più costoso. “Ormai tutto ha un prezzo più alto”, dice, “persino ciò che è indispensabile per vivere”.
I pasti della famiglia sono estremamente semplici: patate fritte, bulgur, lenticchie e riso. “Formaggio, labneh, marmellata e halva non fanno più parte della nostra alimentazione”, spiega.
Durante il Ramadan, la famiglia di Um Mohammed ha ricevuto un pacco alimentare contenente beni essenziali come zucchero e olio da cucina. “Alhamdulillah, ci ha aiutato molto e ci ha portato un po’ di serenità”, racconta.
Per famiglie come quella di Um Mohammed, in tutta la Siria, il sostegno durante il Ramadan va ben oltre il semplice aiuto alimentare. È un gesto che restituisce dignità, allevia il peso delle difficoltà quotidiane e permette di continuare a guardare avanti con speranza, durante il mese sacro e anche dopo.
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