In Siria, anni di conflitto e sfollamento hanno lasciato molte famiglie in una condizione di estrema vulnerabilità

Per le madri vedove e i bambini, le difficoltà sono particolarmente acute: condizioni abitative instabili, assenza di entrate regolari e una forte dipendenza dagli aiuti umanitari

Il Ramadan, un tempo vissuto come un periodo di gioia e condivisione, oggi è segnato dalla capacità di resistere e andare avanti con pazienza.

Umm Issa è una delle tante donne che affrontano questa realtà ogni giorno.

La vita dopo la perdita e lo sfollamento

Da quando suo marito è venuto a mancare, Umm Issa non dispone di alcuna fonte di reddito stabile. È l’unica responsabile del sostentamento dei suoi due figli. “Dipendiamo dagli aiuti umanitari e dalla generosità delle persone di buon cuore”, spiega. “Ci sono giorni in cui abbiamo davvero poco da mangiare”.

Dopo il ritorno nel suo villaggio, in seguito alla liberazione dell’area, Umm Issa ha trovato la propria casa completamente distrutta. Non avendo alternative, la famiglia vive oggi in un’altra abitazione in condizioni estremamente precarie, priva di finestre, porte, elettricità e acqua corrente.

“Prima dello sfollamento conducevamo una vita dignitosa”, racconta. “Ora abbiamo perso tutto. Facciamo fatica persino a procurarci il cibo e sopravviviamo grazie agli aiuti e a ciò che le persone riescono a donarci”.

Il Ramadan prima e dopo lo sfollamento

Un tempo, il Ramadan era un periodo di benedizione e serenità. Umm Issa ricorda i momenti trascorsi insieme alla famiglia, i pasti condivisi e le tavole imbandite. “Cucinavamo pollo e accoglievamo gli ospiti con calore”, ricorda.

Dopo lo sfollamento, il Ramadan ha assunto un volto completamente diverso. “A volte non abbiamo nemmeno cibo per il suhoor”, dice. L’iftar dipende spesso esclusivamente da ciò che ricevono dai donatori. Non ci sono più occasioni di ritrovo familiare, né le risate dei bambini dopo il pasto serale.

“Eppure”, aggiunge, “continuiamo a digiunare, a pregare e a dire Alhamdulillah per ogni cosa”.

Una giornata guidata dalla fede e dalla perseveranza

Durante il Ramadan, Umm Issa si sveglia prima dell’alba per il suhoor, spesso composto solo da alimenti molto semplici come pane e tè. Dopo la preghiera del Fajr, si occupa delle faccende domestiche nonostante la stanchezza e, quando possibile, cerca aiuti o piccoli lavori per sostenere la sua famiglia.

Prima del Maghrib, prepara un iftar semplice con ciò che è disponibile. Dopo aver interrotto il digiuno, la famiglia prega insieme e dedica la serata alla preghiera e al raccoglimento spirituale.

“Prima dello sfollamento, il Ramadan era pieno di vita: mercati affollati, decorazioni e momenti condivisi”, racconta. “Oggi non ci sono celebrazioni, né grandi pasti, e meno bambini che giocano. Ma ci aggrappiamo alla nostra fede e ci sosteniamo a vicenda per quanto possiamo”.

Un pacco alimentare che restituisce dignità

Durante il Ramadan, la distribuzione dei pacchi alimentari di Islamic Relief in Siria ha rappresentato un aiuto fondamentale per la famiglia di Umm Issa. “Ci ha permesso di avere cibo sufficiente per l’iftar e il suhoor e ha alleviato molte delle nostre preoccupazioni”, spiega.

Il pacco alimentare è durato per tutto il mese e ha consentito alla famiglia di variare maggiormente i pasti. “Con la farina ho potuto preparare dei dolci per i miei figli, e questo li ha resi felici”, racconta.

Il sostegno ha inoltre reso possibile cucinare un pasto adeguato e invitare alcuni parenti per l’iftar, riportando in vita una piccola parte dell’atmosfera del Ramadan di un tempo.

“Questo aiuto ci ha dato stabilità e speranza in un momento estremamente difficile”, conclude.

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