15 Aprile 2022

Islamic Relief è costernata di fronte agli ultimi atti di violenza, avvenuti durante le preghiere di Ramadan presso la moschea Al Aqsa, terzo luogo sacro per l’Islam, dove sono rimasti feriti più di 150 palestinesi. 

Le forze israeliane sono entrate all’interno della moschea, poco prima della preghiera del venerdì nella seconda settimana del Ramadan. Secondo quanto riferito, decine di palestinesi sono stati feriti con proiettili di gomma, granate assordanti e manganelli. Sempre secondo le fonti, sono rimasti feriti dalle pietre anche tre soldati israeliani.

Le tensioni Al Aqsa giungono dopo settimane di tensioni in tutta la regione, che hanno causato la morte di 25 palestinesi e 14 israeliani.

Islamic Relief condanna fermamente tutti gli attacchi ai civili e chiede una soluzione duratura radicata nella giustizia e nel diritto internazionale, inclusa la fine dell’occupazione israeliana.

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Waseem Ahmad, CEO di Islamic Relief Worldwide, afferma:

“È spaventoso che i fedeli giunti ad Al Aqsa per pregare durante il mese sacro del Ramadan siano stati attaccati e feriti.

“Questo è un momento in cui le persone di tutte le fedi dovrebbero poter celebrare le feste convergenti del Ramadan, della Pasqua ebraica e della Pasqua in pace e sicurezza. Il diritto delle persone a pregare liberamente e in sicurezza deve essere rispettato.

“Condanniamo tutte le violenze indiscriminate contro i civili ed esortiamo tutte le parti coinvolte a porre fine immediatamente alla recente escalation che ha ucciso sia palestinesi che israeliani. Tutte le parti e la più ampia comunità internazionale devono affrontare le radicate ingiustizie dell’occupazione che i palestinesi affrontano quotidianamente. Per ottenere una pace duratura per tutti, ci deve essere la fine dell’occupazione”.

Si sono verificati scontri simili ad Al Aqsa lo scorso Ramadan, e questo ha portato rapidamente a una significativa escalation in tutta Gaza e in Cisgiordania. Quasi 300 palestinesi sono stati uccisi e più di 2.500 feriti; mentre 12 israeliani sono stati uccisi e più di 100 feriti.

Islamic Relief opera nei Territori Palestinesi Occupati dal 1997. L’anno scorso i nostri programmi a Gaza hanno sostenuto quasi 400.000 persone con cure mediche essenziali, accesso all’istruzione e formazione professionale per i giovani disoccupati.

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