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Secondo il Report Annuale 2024, l’organizzazione ha ricevuto donazioni record pari a 325 milioni di euro (275,6 milioni di sterline) e ha speso circa 358,5 milioni di euro (303,8 milioni di sterline) per fornire aiuti salvavita e interventi duraturi a oltre 14,5 milioni di persone in 38 paesi.
In un momento in cui molti governi stanno riducendo i fondi per la cooperazione internazionale, il report dimostra l’enorme impatto positivo che l’assistenza umanitaria e lo sviluppo sostenibile hanno sulle comunità.
Islamic Relief ha risposto alle principali emergenze del 2024, portando aiuti a oltre 7,2 milioni di persone, tra cui 600.000 a Gaza e oltre 1,2 milioni in Sudan. Nonostante il 2024 sia stato l’anno più pericoloso di sempre per gli operatori umanitari, lo staff e i partner di Islamic Relief hanno continuato a fornire cibo, acqua, medicinali e supporto psicosociale.
L’organizzazione è rimasta attiva anche nelle crisi di lungo termine, contribuendo a prevenire la malnutrizione infantile in Yemen, fornendo acqua ai rifugiati Rohingya in Bangladesh e ampliando le operazioni in Siria dopo importanti sviluppi politici.
Con il cambiamento climatico che colpisce un numero sempre maggiore di persone, Islamic Relief ha intensificato le attività per aiutare le comunità ad adattarsi e a mitigare gli impatti ambientali. In alcune zone colpite dalla siccità in Etiopia, un progetto per migliorare l’irrigazione e rafforzare i sistemi di allerta precoce ha aumentato la resa agricola dell’85% e ridotto la mortalità del bestiame del 96%.
Islamic Relief ha inoltre ampliato i propri progetti di sviluppo a lungo termine, aiutando famiglie in povertà ad accedere all’istruzione, alla sanità e a mezzi di sostentamento dignitosi. Numerose iniziative hanno coinvolto in modo diretto donne e ragazze, ad esempio sostenendo donne afghane nell’avvio di piccole imprese e attivando la prima linea di emergenza in Pakistan per le sopravvissute alla violenza di genere.
Presentando il nuovo report, il Direttore Generale di Islamic Relief Worldwide, Waseem Ahmad, ha dichiarato:
“La fame crescente, la crisi climatica e le disuguaglianze in aumento rendono il nostro lavoro più urgente che mai. L’impunità diffusa ha portato ad attacchi continui contro i civili, con conseguenze devastanti. Sono profondamente colpito dai racconti strazianti dei sopravvissuti che ho incontrato in Sudan, e immensamente grato che Islamic Relief sia stata presente per alleviare le loro sofferenze. Grazie alla nostra straordinaria famiglia globale – tra staff, sostenitori, volontari e partner – nel 2024 abbiamo toccato la vita di milioni di persone.”
Islamic Relief ha continuato a rafforzare la propria azione di advocacy, in linea con la strategia globale decennale, per affrontare le cause profonde della povertà e della sofferenza.Nel 2024 ha richiesto giustizia climatica, esortando i paesi ricchi – responsabili della crisi climatica – a risarcire i danni causati alle comunità più povere, e ha condannato con forza le continue violazioni del diritto umanitario internazionale a Gaza e in Sudan.
L’organizzazione collabora stabilmente con governi, istituzioni internazionali e agenzie ONU come il World Food Programme, UNICEF, UNHCR e UNDP. Inoltre, ha firmato un importante accordo di partenariato con Misr El Kheir, una delle più grandi ONG d’Egitto.
Il report evidenzia anche il ruolo cruciale che la fede e le organizzazioni religiose svolgono nelle emergenze e nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Nelle Filippine, Islamic Relief ha collaborato con reti locali della Chiesa cattolica per fornire rapidamente sostegno alle famiglie colpite dal tifone Kristine. A livello globale, insieme a Christian Aid, ha organizzato una storica conferenza su Fede e Sviluppo, riunendo attori religiosi da tutto il mondo per condividere esperienze e strategie.
Il modello innovativo di adozione degli orfani ha permesso a oltre 97.700 bambini di frequentare la scuola e accedere a cure sanitarie, alloggio e cibo. Le distribuzioni stagionali hanno fornito pacchi alimentari a quasi 1,3 milioni di persone durante il Ramadan e oltre 3 milioni di pacchi per la festa di Eid al-Adha.
Il 2024 ha segnato anche il 40° anniversario dalla fondazione di Islamic Relief, nata nel 1984. Il presidente del Consiglio dei Garanti, Haroun Atallah, ha affermato:
“Ripensando a 40 anni di interventi salvavita e progetti trasformativi, rinnoviamo oggi il nostro impegno a servire chi ha più bisogno. Siamo onorati della fiducia che milioni di persone ci accordano per portare aiuto dove serve, e ispirati dalla resilienza e dalla forza di coloro che assistiamo. Islamic Relief rappresenta una vera ancora di salvezza per chi vive al limite della sopravvivenza.Le sofferenze a cui abbiamo risposto nel 2024 – e in tutta la nostra storia – affondano le radici nella povertà, nella vulnerabilità, nelle disuguaglianze e nelle ingiustizie. Questi problemi possono sembrare insormontabili, ma l’Islam ci insegna che non sono inevitabili. Per porre fine alla sofferenza, dobbiamo affrontare queste cause alla radice, unendo le forze con persone di ogni provenienza e credo.”