Islamic Relief stanzia $5 milioni per ricostruire Beirut dopo la devastante esplosione

Islamic Relief stanzia 5 milioni di dollari per supportare il popolo libanese nella fase di ricostruzione e ripresa dall’enorme esplosione che ha colpito Beirut martedì, a causa della quali molte persone hanno perso tutto.

Una risposta immediata ma piani anche per il lungo termine

L’esplosione mortale che ha avuto luogo nella capitale del Libano ha lasciato dietro di sé distruzione e morte. Più di 150 persone sono morte e decine di persone sono tutt’ora disperse. Più di 300 mila persone hanno perso la propria casa, un numero destinato ad aumentare poiché ci sono edifici che continuano tutt’ora a crollare. Gli ospedali sono allo stremo delle proprie capacità, dopo che più di 5.000 persone sono state ammesse in diversi ospedali solo il primo giorno.

L’esplosione ha esasperato la già grave crisi economica del Paese. Per molti mesi le famiglie libanesi hanno lottato per sopravvivere, dopo una svalutazione della valuta ed un aumento del tasso di disoccupazione, che ha superato il 30%. Nidal Ali, direttore di Islamic Relief Libano, esprime quanto profondamente il disastro stia colpendo le comunità locali:

“E’ probabile che l’insicurezza alimentare si intensifichi nelle prossime settimane, le scorte di grano del paese per i prossimi 18 mesi erano immagazzinate in un magazzino vicino al porto e ci aspettiamo che i forni esauriscano la farina entro pochi giorni, il che creerà una grave crisi”, spiega Nidal.

“La maggior parte delle persone è riuscita a trovare una sistemazione temporanea presso parenti, amici o hotel. Ma i più poveri, soprattutto i lavoratori, non hanno un posto in cui andare e sono completamente privi di protezione. La scorsa notte diverse persone dormivano per strada tra le macerie. Centinaia di persone non sono riuscite a trovare alcun tipo di riparo.

Il nostro obiettivo principale  in questo momento è fornire cibo e acqua a coloro che ne hanno urgente bisogno. Abbiamo iniziato a distribuire pasti pronti, articoli non alimentari essenziali, kit igienici e a fornire assistenza sanitaria d’emergenza. Il nostro team ieri era sul campo a sgomberare le strade con gruppi di volontari e altre organizzazioni umanitarie, così come molti residenti che facevano quello che potevano.”

I fondi stanziati dalla famiglia globale di Islamic Relief finanzieranno diversi progetti. Islamic Relief Libano mira a fornire a 7.500 persone pacchi alimentari per i prossimi due mesi, così come articoli non alimentari come lampade, ventilatori, kit igienici, teloni e coperte a 10.000 persone.

“L’esplosione avrà un impatto a lungo termine sull’intero paese”, afferma Naser Haghamed, CEO di Islamic Relief Worldwide. “Stiamo lavorando anche su piani per affrontare le esigenze di sviluppo a lungo termine in Libano, compreso il sostegno alla riabilitazione e per fornire mezzi di sussistenza che aiuteranno la ripresa del popolo libanese ed a mitigare gli effetti  della crisi economica in corso e dell’epidemia da coronavirus”. Il Libano era bloccato a causa di un’ondata di infezioni da Covid19 quando è avvenuta l’esplosione. Attualmente, c’è un’enorme pressione sul sistema sanitario poiché quattro ospedali principali sono stati danneggiati e hanno smesso di funzionare quando l’esplosione ha colpito la città. Le unità di terapia intensiva stavano già lavorando a pieno regime per curare i pazienti contagiati dal Covid19.

“Siamo molto preoccupati per la situazione dei contagi”, aggiunge Nidal Ali. “Ci è stato riferito che medicinali e forniture come mascherine, guanti e DPI erano immagazzinati nel porto e sono stati tutti distrutti durante l’esplosione. Siamo preoccupati che ci sarà un altro focolaio alla luce dei recenti eventi. Attualmente stiamo supportando gli ospedali e fornendo pasti pronti a pazienti e personale. Da martedì abbiamo distribuito 10.000 porzioni.

Come dimostra il lancio immediato di appelli e la risposta immediata sul campo, Islamic Relief è impegnata a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per fornire tutto l’aiuto ed il supporto necessario.”

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