In Iraq, molte famiglie affrontano difficoltà quotidiane a causa dell’aumento dei prezzi, delle limitate opportunità di lavoro e dell’insicurezza alimentare, fattori che rendono sempre più complesso soddisfare anche i bisogni essenziali

Per i nuclei familiari che vivono senza entrate stabili, garantire cibo a sufficienza diventa una sfida ancora più difficile durante il mese di Ramadan.

Yousra è una delle tante madri che fanno tutto il possibile per prendersi cura della propria famiglia in queste condizioni.

Una famiglia che vive con entrate instabili

Yousra racconta che la sua famiglia dipende da lavori saltuari e mal retribuiti. Suo figlio lavora come manovale giornaliero, accettando qualsiasi impiego riesca a trovare. “Alcuni giorni riesce a guadagnare qualcosa, altri giorni non guadagna nulla”, spiega. Nei periodi in cui manca qualsiasi entrata, la famiglia è costretta a chiedere aiuto ad amici o a ridurre ulteriormente i pasti.

Anche Yousra, quando può, cerca di contribuire riparando scarpe, ma il ricavato non basta a coprire le necessità quotidiane. “Procurare il cibo per la nostra famiglia è una difficoltà continua”, racconta.

Anche l’accesso all’acqua potabile rappresenta un problema costante. La famiglia non dispone sempre di acqua sicura da bere, con conseguenze sulla salute e un ulteriore aggravio delle difficoltà quotidiane.

Quando il cibo non basta

La scarsità di cibo incide su ogni aspetto della vita familiare. “Quando non abbiamo abbastanza da mangiare, i bambini diventano deboli e stanchi”, spiega Yousra. “Faticano a concentrarsi e non riescono a giocare come gli altri bambini”.

In alcune giornate i pasti si riducono a pane e tè. Nei momenti peggiori, non c’è nulla da mangiare. “Mi si spezza il cuore vedere i miei figli andare a dormire affamati”, confida.

Nel corso dell’anno, l’alimentazione della famiglia resta estremamente essenziale: pane, riso, lenticchie e, solo occasionalmente, qualche verdura. Carne, frutta e latticini sono troppo costosi e raramente accessibili. Quando non c’è lavoro né denaro, la famiglia salta i pasti o si affida alla solidarietà dei vicini.

Ramadan: fede nel mezzo delle difficoltà

Nonostante tutto, il Ramadan rimane un periodo profondamente spirituale per Yousra e la sua famiglia. “Il Ramadan ci ricorda la fede, il senso di comunità e la compassione”, afferma. “Ci dona forza e speranza anche nei momenti più difficili”.

Prima dell’alba, la famiglia si riunisce per il suhoor, consumando ciò che è disponibile, spesso pane e tè, o qualche dattero quando possibile. Nella comunità, le moschee diventano più frequentate e le persone cercano di restare unite e solidali, anche se molte famiglie faticano a vivere pienamente il mese sacro. “Ringraziamo Allah per ciò che abbiamo e cerchiamo di non perdere la speranza”, aggiunge Yousra.

Un pacco alimentare che fa la differenza

Durante il Ramadan, la distribuzione alimentare di Islamic Relief in Iraq ha fornito alla famiglia di Yousra un pacco alimentare fondamentale. “Ci ha portato sollievo e ci ha permesso di affrontare il mese con maggiore dignità”, spiega.

Il pacco alimentare di Ramadan conteneva beni essenziali come riso, farina, olio da cucina e altri prodotti di base che la famiglia non avrebbe potuto permettersi autonomamente. “È arrivato in un momento in cui avevamo pochissimo in casa”, racconta Yousra. “Per una volta, i miei figli sono andati a dormire con lo stomaco pieno”.

Questo supporto ha permesso alla famiglia di preparare pasti adeguati per l’iftar e il suhoor, riducendo lo stress e restituendo un senso di normalità durante il mese sacro.

Per famiglie come quella di Yousra, l’assistenza durante il Ramadan è molto più di un aiuto alimentare: è la conferma di non essere dimenticate e la prova che compassione, dignità e speranza possono ancora raggiungere chi vive nelle condizioni più difficili.

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