Ci sono progetti che vanno oltre i numeri, oltre i report e le distribuzioni. Progetti che lasciano qualcosa anche in chi li realizza. Il Progetto Inverno – Winterization 2025/26 – di Islamic Relief Italia è stato uno di questi

Durante le giornate di distribuzione a Bologna e Milano, non abbiamo semplicemente consegnato voucher multiuso a persone in condizione di fragilità: abbiamo condiviso tempo, ascolto, sorrisi

Abbiamo cercato, come staff e come volontari, di creare uno spazio in cui ogni persona potesse sentirsi accolta, rispettata, vista. Un luogo in cui, anche solo per qualche ora, l’inverno potesse sembrare un po’ meno freddo.

Oltre il sostegno materiale

L’inverno, per chi vive una condizione di vulnerabilità economica e sociale, è spesso sinonimo di rinunce e difficoltà. Anche in Italia, l’accesso a beni essenziali come cibo, prodotti igienici e abbigliamento adeguato non è scontato. Con il Progetto Winterization 2025/26, Islamic Relief Italia ha voluto rispondere a questi bisogni in modo concreto, fornendo voucher multiuso a 129 famiglie tra Bologna e Milano: famiglie italiane, immigrate e rifugiate palestinesi.

Ma fin dall’inizio è stato chiaro che l’obiettivo non fosse solo quello di distribuire un aiuto economico. Volevamo che quel momento fosse anche un’esperienza di dignità e di relazione. I voucher, lasciando libertà di scelta, hanno rappresentato uno strumento fondamentale per rispettare i bisogni e le priorità di ciascuno. Allo stesso tempo, però, sentivamo che serviva qualcosa in più.

Far sentire le persone “a casa”

Durante le distribuzioni, abbiamo cercato di costruire un’atmosfera familiare e accogliente. Un sorriso all’ingresso, una parola gentile, una chiacchiera scambiata senza fretta. Piccoli gesti, ma capaci di fare la differenza.

A Bologna, grazie al Islamic Muslim Centre e alla Moschea An-Nur, e a Milano, grazie alla Moschea Mariam, è stato offerto un pranzo alle famiglie. Sedersi insieme a tavola, condividere il cibo, scambiare racconti e risate è stato uno dei momenti più belli e significativi del progetto. Non era solo un pasto: era un modo per dire “sei il benvenuto”, “sei importante”, “non sei solo”.

Quei momenti di convivialità hanno riempito il cuore di tutti noi. Hanno trasformato una giornata di distribuzione in uno spazio di umanità condivisa.

I bambini, la gioia più grande

Un altro momento che porterò con me a lungo è quello dedicato ai bambini. Sono state organizzate attività pensate per loro: disegni, giochi, momenti di svago e perfino partite improvvisate di basket e calcio. Vederli correre, ridere, giocare insieme è stato forse il segno più potente del successo di questo progetto.

In quei sorrisi c’era leggerezza, normalità, infanzia. Per qualche ora, le preoccupazioni degli adulti e il peso delle difficoltà sembravano sospesi. E per noi, come staff e volontari, non c’è stata ricompensa più grande di questa.

Il valore della rete e del lavoro condiviso

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza il fondamentale supporto dei partner locali. A Milano, la collaborazione con la Moschea Mariam e con Ronda della Carità è stata essenziale per raggiungere le persone più vulnerabili. A Bologna, un ringraziamento sincero va alla Moschea An-Nur, all’Islamic Muslim Centre, a Bologna per Gaza: Volontari in Rete e al CIB – Comunità Islamica di Bologna.

Un grazie profondo va anche a tutti i volontari e le volontarie che, con dedizione ed energia, hanno contribuito a creare un clima di accoglienza autentica. E naturalmente ai donatori e alle donatrici: senza il loro sostegno, nulla di questo sarebbe stato possibile.

Ciò che resta

Se penso a questo progetto, ciò che resta non sono solo i numeri raggiunti o i voucher distribuiti. Resta la sensazione di aver costruito, anche solo per un momento, uno spazio sicuro. Resta la consapevolezza che l’aiuto umanitario, quando è fondato sulla dignità e sull’ascolto, può scaldare molto più di un inverno.

Questo, per me, è stato il successo più grande: far sentire le persone accolte, viste e capite. Ed è con questo spirito che Islamic Relief Italia continuerà a camminare accanto alle comunità, oggi e nei prossimi inverni.

Naziha Mossa

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