Emergenza Libia

 

Aggiornamenti del 26 Aprile 2011

 

Situazione Attuale
La situazione nella città di Misurata  rimane molto grave, con forti perdite su entrambi gli schieramenti. Uno degli ospedali locali riporta che solo nel fine settimana  il numero dei morti è salito a 10 mentre 50 sono i  feriti. Gli ospedali locali sono al collasso mentre i rifornimenti medici di base scarseggiano. La popolazione locale è stata trascinata negli scontri e la sofferenza è il risultato di questo coinvolgimento.
Intanto sono decine e decine le famiglie in fuga verso i paesi vicini, nostre fonti in Tunisia e in Egitto insieme a dati dell'UNHCR e altri partner confermano che le emigrazioni di profughi dalla Libia sono in corso anche nelle ultime settimane.
Si sperava in un ritiro delle truppe da Misurata dopo l’annuncio e l’intenzione del governo di Gheddafi di lasciare la città e invece, secondo la BBC e altri media, la battaglia è continuata. Due mesi di bombardamenti e il limitato accesso degli aiuti umanitari in città hanno intrappolato gli abitanti senza cibo e carburante.


Secondo OCHA sarebbero almeno 9.870 le persone evacuate da Misurata grazie agli sforzi delle organizzazioni umanitarie mentre altri  4.700 cittadini di diverse nazionalità attendono di essere evacuati da Misurata. 


Altri sviluppi chiave in Libia sono i seguenti:  

 

  • Le Nazioni Unite hanno stabilito una presenza internazionale umanitaria a Tripoli.
  • Le organizzazioni umanitarie continuano ad operare all'interno Libia. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM), l'UNICEF, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) hanno effettuato grandi spedizioni di aiuti umanitari a partire dal 21 aprile. Il 24 aprile, il PAM ha consegnato 500 tonnellate di cibo a Misurata, sufficienti a sfamare 23.000 persone per 30 giorni.
Il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS) è al servizio delle organizzazione umanitarie che lo stanno utilizzando per l’invio di aiuti umanitari. Un primo finanziamento al servizio è stato fornito dal Fondo Centrale di Risposta alle(CERF).

 

Risposta di Islamic Relief

 

  • Islamic Relief ha inviato a Misurata una nave di aiuti seguita da una commissione di medici che ha raggiunto Sabato il porto della città.
  • A causa di intensi combattimenti nella regione della montagna Nafusa, migliaia di famiglie sono in fuga dai combattimenti, scappano verso la Tunisia. IRW sta già provvedendo a distribuire viveri e generi di prima necessità al valico di frontiera. Il 22 aprile, 300 pacchi cibo sono stati distribuiti e il lavoro continuerà a ritmo continuo.  
  • Il nostro lavoro di gestione, distribuzione e coordinamento degli aiuti umanitari è in corso nei campi di Shousha, Ras Jdir e Tatawien Deheba e altri campi alla frontiera.
  • Il responsabile del Dipartimento Umanitario di IRW sta valutando sul campo i bisogni della popolazione al fine di sviluppare ed espandere ulteriori progetti ed interventi.

 

 

Aggiornamenti del 7 Marzo 2011

 

Situazione Attuale
Negli Ultimi giorni si contavano migliaia di persone entrare in territorio tunisino dal confine libico. Oggi i flussi sono diminuiti e l’emergenza è stata affrontata portando tutti i profughi rimasti sul suolo tunisino e usciti da questa parte del confine al campo di Ras Jdir.
Islamic Relief distribuisce quotidianamente circa un migliaio di pacchi cibo ai profughi del campo, e fino ad oggi sono stati distribuiti circa 54000 pacchi cibo e 10000 kit d’igiene.
Distribuzioni sono state fatte anche in Saloom (Egitto) dalla parte orientale della Libia. I profughi in questa zona sono aumentati in questi due giorni da 2000 a 10000 in poco tempo e si teme che il numero aumenti sempre più e che quindi l’emergenza possa presentarsi anche da questa parte. Islamic Relief con una squadra dal lato egiziano sta aiutando nella risposta a questi flussi e monitora la situazione per eventuali azioni più impegnative in caso di grandi flussi.
Nella parte Est della Libia la situazione è abbastanza stabile, i trasporti hanno ripreso a funzionare regolarmente mentre rimangono gli aeroporti fermi per questioni di sicurezza. Le banche permettono piccoli trasferimenti e piccoli prelievi da 200 dinari al giorno. La chiusura degli aeroporti dal lato Est del paese e le difficoltà delle transazioni bancarie fanno sì che le operazioni sul alto Est per le ONG siano più difficili.


Scenari possibili
La situazione nella parte Est dovrebbe ristabilizzarsi completamente entro le prossime settimane; mentre la situazione nella parte Ovest del paese continueranno invece per mesi e si prevedono 3 o 4 ondate per un totale di 50000 persone. Una grandissima ondata è prevista all’intensificarsi dei conflitti sul lato Est, e si stima che questa potrà portare un flusso di circa 100.000 persone in un'unica soluzione.


Risposta di IR
Oggi, nel campo di Chucha Islamic Relief si è mossa continuando le operazioni di pulizia di una parte del campo. IR ha individuato, attraverso il coordinamento dell’OSOCC una parte del campo della quale si occuperà in toto, a partire dalle 270 tende in costruzione e riassetto alla costruzione intorno di 13 latrine per le persone del campo e la pulizia sia del campo che delle latrine stesse.
Continuano i nostri volontari invece a portare cibo e coperte fino dentro il confine tunisino per essere quindi i primi ad accogliere i profughi in fuga dalla Libia.


Prossimi Passi di IR

  • Organizzare il lavoro del campo di cui IR si occupa
  • Prepararsi ai prossimi possibili scenari
  • Islamic Relief continuerà nell’intensificazione del lavoro sul  campo dell’UNHCR a Dar Jdir. Attualmente al campo di Ras Jdir operano, oltre a Islamic Relief, la mezza luna rossa tunisina, la mezza luna marocchina, l’esercito tunisino, i medici senza frontiera e da domani inizierà l’Italia metterà a disposizione una base logistica per le forze operanti sul terreno.

 

Aggiornamenti del 5/6 Marzo 2011

 

Confine orientale con l'Egitto. Islamic Relief ha inviato un convoglio a Bengasi del valore di 45.000 euro contenente latte per bambini, medicine e provviste alimentari. Insieme al convoglio, 25 medici specialisti stanno raggiungendo Bengasi, dove presteranno servizio negli ospedali locali in collaborazione con il sindacato dei medici libici. 


La situazione al confine occidentale è attentamente monitorata. Islamic Relief sta preparando un piano d'emergenza nel caso in cui le violenze nei dintorni di Tripoli dovessero aumentare. Si temono forti scontri nelle zone occidentali del paese che si potrebbero tradurre in massicci afflussi di profughi verso la Tunisia. L'agenzia delle Nazioni Unite stà allestendo un campo d'accoglienza per la capienza di 10.000 persone al confine tunisino. Qualora l'esodo previsto verso la Tunisia si verificasse, Islamic Relief è pronta a concentrare le sue forze al confine tunisino.

 

Aggiornamenti del 24 Febbraio 2011

 

Islamic Relief sta monitorando da vicino la situazione  e ha inviato al confine tra la Libia ed Egitto una squadra di risposta alle emergenze (Moath Enaiyat, Moustafa and Ayman Abid)  per valutare la situazione e fornire assistenza ed aiuto.  


Il team di IR, è pronto  ad allestire un campo provvisorio dove offrire agli sfollati un posto dove curasi ma anche riposare, mangiare, pregare e fare chiamate di emergenza ai cari oltre confine. Il team di IR entrerà in Libia appena possibile.


Intanto Moadth Krigiee partirà Sabato per la Tunisia per verificare la situazione umanitaria al confine occidentale con la Libia e valutare gli interventi da adottare in merito.