Da aprile 2023, il Sudan è stato travolto dalla violenza, dagli sfollamenti di massa e dalla peggiore crisi alimentare del mondo

A quasi tre anni dall’inizio, il conflitto non accenna a fermarsi. Il numero esatto delle vittime rimane sconosciuto, con stime che variano tra 150.000 e 250.000 morti. Eppure la crisi umanitaria in Sudan continua a essere sottorappresentata dai media e a ricevere finanziamenti insufficienti

Ecco 10 cose che dovresti sapere sulla crisi in Sudan.

1. Le Nazioni Unite hanno definito la crisi “il peggior disastro umanitario del mondo”

Oltre 30,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria in Sudan, più della metà dell’intera popolazione del paese. Si tratta della più grande crisi umanitaria mai registrata nella storia.

2. Il Sudan sta morendo di fame

Oltre 21 milioni di persone, il 45% della popolazione sudanese, si trovano ad affrontare una grave carenza di cibo. Una recente valutazione di Islamic Relief pubblicata nell’ottobre 2025 ha rilevato che l’83% delle famiglie non ha abbastanza cibo per arrivare a fine giornata.

3. Oltre l’80% degli ospedali sudanesi è stato distrutto

Milioni di persone si trovano senza accesso alle cure mediche essenziali. Gli ospedali ancora operativi faticano a far fronte a gravi carenze di farmaci, forniture, acqua ed elettricità, oltre alla mancanza di personale causata dagli sfollamenti. Con l’assistenza sanitaria gravemente compromessa, il Sudan ha visto riemergere epidemie di malattie come il colera, la dengue e la malaria.

4. Donne e ragazze sono particolarmente a rischio

Tra conflitto e sfollamento, donne e ragazze sono esposte a un rischio sempre maggiore di violenza sessuale e altre forme di violenza di genere. Secondo l’ONU Women, il numero di persone a rischio di violenza di genere in Sudan è più che triplicato dall’inizio del conflitto. Innumerevoli donne hanno perso i loro mezzi di sostentamento, mentre lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la tratta di esseri umani sono dilaganti.

3. Il Sudan è la più grande crisi di sfollati del mondo

Si stima che 12,8 milioni di sudanesi siano stati costretti a lasciare le proprie case da aprile 2023. Molti sono stati obbligati a spostarsi più volte e vivono all’aperto o in tende di fortuna. Circa 4,4 milioni di persone sono fuggite dal Sudan nei paesi vicini come il Chad e il Sudan del Sud, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari.

6. Le takaaya rimangono una delle ultime ancore di salvezza per le famiglie

Queste cucine comunitarie forniscono cibo alle comunità vulnerabili e sono simboli di resistenza collettiva, dignità e speranza. Tuttavia, con i tagli ai finanziamenti che si moltiplicano, il futuro delle takaaya è sempre più incerto.

7. Ogni angolo del Sudan è stato colpito dalla crisi

Aggravato dagli shock climatici del 2025, il conflitto ha toccato ogni parte del Sudan. La produzione alimentare è crollata, le rotte di trasporto sono state interrotte, l’economia è in macerie e i beni di prima necessità restano inaccessibili per gran parte della popolazione.

8. Il Sudan soffriva già prima che scoppiasse il conflitto

Ancor prima che la violenza esplodesse nell’aprile 2023, il Sudan si trovava già alle prese con una crisi umanitaria nazionale fatta di sfollamenti e carenze alimentari, conseguenza di una siccità durata tre anni che aveva devastato ampie zone del Corno d’Africa. Da allora, la vita per il popolo sudanese è diventata ancora più difficile.

9. C’è speranza per il Sudan

Nonostante il conflitto continui, sono stati compiuti alcuni passi incoraggianti. La Banca del Sudan ha ripreso le operazioni e il governo sudanese si è riunito di recente nella capitale Khartoum per la prima volta in circa 30 mesi. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oltre 3 milioni di persone hanno già fatto ritorno nelle proprie aree di origine, sia dall’interno che dall’estero.

10. Islamic Relief è sul campo

Dall’inizio del conflitto, Islamic Relief ha raggiunto oltre 1,2 milioni di persone con aiuti umanitari salvavita. Abbiamo distribuito cibo, consegnato farmaci e forniture essenziali alle strutture sanitarie, trasportato acqua potabile e sostenuto gli agricoltori con sementi e bestiame.

Continueremo a sostenere il Sudan durante questa crisi e oltre. Aiuteremo il paese a ricostruirsi quando la violenza avrà fine. Ma perché questo accada, il Sudan ha un disperato bisogno di un cessate il fuoco e della fine delle ostilità.

Il paese oggi è irriconoscibile. Le famiglie sono state attaccate e distrutte; i genitori rinunciano al cibo nel tentativo di salvare i propri figli malnutriti, cercando di sopravvivere in condizioni inimmaginabili. Islamic Relief torna a chiedere con forza ai governi internazionali di intensificare gli sforzi per porre fine al conflitto.

Mentre continuiamo a chiedere azioni concrete per il Sudan, aiutaci a sostenere le persone che hanno disperatamente bisogno di aiuto.

Dona ora all’Emergenza in Sudan.

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