In vista di una conferenza globale storica in Colombia, Jamie Williams, Consulente Senior delle Policy sulla riduzione della povertà di Islamic Relief, delinea cosa è davvero necessario fare per garantire una transizione giusta dall’era dei combustibili fossili

Dal 24 al 29 aprile 2026, governi, società civile e comunità colpite dalle crisi climatiche si riuniranno a Santa Marta, Colombia, per la prima Conferenza Globale sulla Transizione dai Combustibili Fossili

Questo momento è cruciale per le comunità con cui Islamic Relief lavora in tutto il mondo: persone che già affrontano fame, sfollamento e perdita dei mezzi di sostentamento mentre la crisi climatica accelera.

Una transizione giusta richiede più di semplici dichiarazioni audaci. Porre fine all’espansione della produzione di combustibili fossili è essenziale per mantenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C e prevenire ulteriori danni alle persone che vivono in povertà. I nuovi progetti sui combustibili fossili bloccano le emissioni, ritardano il passaggio alle energie pulite e approfondiscono gli impatti climatici che colpiscono prima i più poveri, senza fare quasi nulla per migliorare l’accesso all’energia o la sua accessibilità economica per le famiglie.

Altrettanto urgente è la necessità di porre fine ai sussidi ai combustibili fossili. Ogni anno vengono spesi a livello globale oltre mille miliardi di dollari per sostenere i combustibili fossili, eppure questi sussidi aumentano la disuguaglianza e distorcono i mercati energetici, rallentando gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Reindirizzare la finanza pubblica verso l’energia pulita, i servizi pubblici resilienti e il sostegno mirato alle comunità vulnerabili è fondamentale per una transizione equa e rapida.

La giustizia climatica deve affrontare anche le barriere finanziarie che i paesi a basso reddito si trovano ad affrontare. Il debito insostenibile intrappola molti paesi nella dipendenza dai combustibili fossili, costringendoli a dare priorità ai rimborsi piuttosto che agli investimenti in energia pulita, adattamento e servizi essenziali. La cancellazione del debito e la riforma del sistema finanziario internazionale sono fondamentali per consentire l’azione climatica senza approfondire la povertà.

Infine, meccanismi dannosi come la “risoluzione delle controversie investitore-stato” devono essere smantellati. Questi sistemi consentono alle grandi aziende di contestare le politiche climatiche e minare il processo decisionale democratico, mettendo a rischio le persone e le risorse pubbliche.

La Conferenza di Santa Marta deve segnare un punto di svolta: quello in cui i governi si impegnano per una transizione verso un futuro energetico pulito radicato nella giustizia, nella solidarietà e nella dignità per tutti.

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