Islamic Relief Worldwide è profondamente allarmata dall’escalation del conflitto militare in tutto il Medio Oriente e invita con urgenza tutte le parti a esercitare moderazione e a perseguire una soluzione diplomatica

I civili subiscono sempre le conseguenze più gravi dell’escalation militare e devono essere protetti

L’escalation avviene nel pieno del Ramadan, un mese di compassione. Le famiglie in tutto il Medio Oriente meritano di celebrare il mese sacro senza paura.

In qualità di più grande organizzazione umanitaria musulmana indipendente al mondo, stiamo monitorando attivamente la situazione nella regione, anche nei Paesi in cui forniamo aiuti umanitari: Yemen, Libano, Iraq, Turchia, Giordania, Siria e i Territori Palestinesi Occupati. Siamo profondamente preoccupati che una più ampia destabilizzazione regionale possa colpire e sfollare milioni di civili nel Golfo e oltre.

Islamic Relief assiste da tempo alcune delle persone più vulnerabili al mondo in questa regione ed è pienamente consapevole di quanto rapidamente le operazioni umanitarie possano essere interrotte quando il conflitto si estende. Un’escalation della guerra rischia di interrompere l’accesso alle comunità che dipendono dal nostro sostegno per cibo, riparo, acqua pulita e assistenza sanitaria.

Chiediamo a tutte le parti di rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, di proteggere la vita dei civili e di garantire che le organizzazioni umanitarie possano continuare a operare in sicurezza. La sofferenza delle persone comuni, molte delle quali vivono già da anni in condizioni di difficoltà, non deve essere aggravata da ulteriori azioni militari.

Un’ulteriore grave escalation militare rischia di provocare sfollamenti di massa e flussi di rifugiati in tutta la regione. Islamic Relief è pronta ad ampliare il proprio intervento man mano che i bisogni diventeranno più chiari.

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