Emergenza Siria, 20 novembre attacco ad Idlib Nord della Siria 

Un nuovo attacco ha tolto la vita a 22 persone nella cittadina di Qah, nel Nord di Idlib.

L’attacco è avvenuto all’interno di un campo di sfollati ed ha completamente distrutto un ospedale di maternità supportato da Islamic Relief.

Sono almeno 22 i morti nell’attacco, la maggior parte bambini e donne (8 bambini e 6 donne) e ci sono decine di feriti con gravi lesioni, quindi il numero delle vittime potrebbe aumentare.

L’ospedale era specializzato in cure pediatriche e per madri in stato di gravidanza e, quando razzi e bombe iniziarono a piovere sul villaggio di Kansafra, i pazienti, tra cui donne incinte e bambini piccoli, hanno dovuto evacuare l’edificio e riversarsi nelle fredde strade.

-Najat El Hamri, responsabile della regione del Medio Oriente e del nord Africa all’interno di Islamic Relief Worldwide.

L’attacco è avvenuto al buio, poiché a Idlib non c’è elettricità. È successo dopo la preghiera del Ishaa, 2 forti esplosioni, seguite da piccole esplosioni che hanno anche provocato un incendio nelle tende piene di famiglie di sfollati che si stavano riparando dal freddo.

La protezione civile è riuscita a spegnere il fuoco del campo, salvando molti bambini che erano rimasti feriti.

La natura delle esplosioni e le notizie che circolano nella zona colpita indicano che si trattava di un forte attacco missilistico con munizioni a grappolo che, dopo l’esplosione del missile, si disperdono nell’ambiente circostante con un raggio d’azione molto ampio.

La città di Qah si trova a circa 2 km dal confine turco e per questo motivo era considerata relativamente sicura. I suoi campi ospitano decine di migliaia di sfollati interni (circa 35K), molti dei quali provengono da dlib ed altri vivono in questi campi da più di 7 anni.

I bisogni sono enormi e le scorte mediche stanno esaurendo.
Aiutateci a fare di più per il popolo siriano.

Abbiamo bisogno di te per poter essere sempre pronti a rispondere alle emergenze.
Con una piccola donazione regolare puoi permetterci di continuare a salvare vite, nel momento in cui ce n’è più bisogno.