I rifugiati Rohingya meritano maggiore sostegno e un futuro sicuro

Le Nazioni Unite e i suoi partner hanno annunciato un nuovo Piano di Risposta congiunto, dal valore di 943 milioni di dollari, in favore della crisi dei rifugiati Rohingya.
Islamic Relief si è unita ad altre importanti organizzazioni umanitarie che lavorano in Bangladesh, per rilasciare una dichiarazione congiunta sulla situazione.

La crisi dei rifugiati Rohingya è ancora in corso, e ci avviciniamo al quarto anniversario dell’inizio della violenza da parte dell’esercito del Myanmar contro i Rohingya, partita nell’agosto del 2017.

Più di 800.000 Rohingya sono stati costretti a fuggire dal Myanmar e ad attraversare il confine con il Bangladesh, in cerca di sicurezza e riparo, dove sono stati accolti dal governo locale e dalle comunità ospitanti a Cox’s Bazar.

In Myanmar, i Rohingya subiscono da tempo persecuzioni. Da quando l’esercito, ha preso il potere, il 1° febbraio, il futuro e la sicurezza dei Rohingya in Myanmar e il loro rimpatrio dal Bangladesh sono incerti. I rifugiati ci dicono che desiderano fare ritorno alle loro case, ma hanno bisogno di promesse certe. Vogliono che i loro diritti siano rispettati, la loro cittadinanza ripristinata, potersi muovere liberamente e usare il proprio nome. Stanno ancora aspettando che il Myanmar faccia questi passi. È fondamentale che la comunità internazionale fornisca sostegno a lungo termine ai rifugiati, alle comunità di accoglienza e al governo del Bangladesh.

Un’intera generazione a rischio

Da quattro anni i rifugiati sopravvivono grazie agli aiuti alimentari, all’assistenza sanitaria di base, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari e ai servizi di protezione e vivono in rifugi temporanei fatti di teli e di bambù, che li rendono fragili e altamente infiammabili. Queste 884.041 donne, uomini, ragazze e ragazzi meritano di più. Gli oltre 440.000 bambini Rohingya stanno rapidamente diventando “una generazione a rischio”, che troverà difficoltà ad integrarsi nella società, quando le condizioni saranno sicure per fare ritorno.

Le ONG internazionali hanno un ruolo sempre più importante nella realizzazione di questo lavoro settoriale, che avviene attraverso le nostre solide partnership con le ONG del Bangladesh e il governo locale, con l’obiettivo di lavorare per rafforzare le capacità relative agli standard tecnici, oltre a garantire la continua difesa dei diritti di una popolazione di rifugiati altamente vulnerabile.

I rifugiati esclusi dal processo decisionale

Prendiamo atto con rammarico dell’assenza di rifugiati nel panel di discussione del 18 maggio del 2021. Vivendo in un contesto in cui i Rohingya si affidano alla generosità del governo del Bangladesh e agli aiuti esteri, i rifugiati ci dicono che sentono di avere scarso controllo sulla propria vita e sono stati privati ​​del diritto di prendere decisioni che riguardano la loro quotidianità, sia per il presente che per il futuro. Come ONG internazionali, ci impegniamo a fare di più, per garantire l’inclusione sistematica dei rifugiati, e in particolare delle donne e dei giovani, nelle discussioni che riguardano le loro vite.

Nel 2020 e nel 2021 i rifugiati hanno dovuto, assumersi enormi responsabilità riguardanti la gestione del campo profughi, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, per garantire servizi critici come: riparazioni di rifugi, mediazione, supporto legale alle loro comunità, quando il nostro personale non poteva farvi accesso a causa delle limitazioni.

Il futuro

Dobbiamo lavorare insieme come comunità globale, per aiutare i rifugiati Rohingya a vivere una vita sicura e dignitosa nei campi profughi in Bangladesh fino a quando non si potranno realizzare soluzioni durature a questa crisi.
La comunità internazionale può sostenere questi sforzi attraverso i propri impegni finanziari, che aiutano donne, uomini, ragazze e ragazzi Rohingya ad esercitare i propri diritti, a partecipare al processo decisionale, ad accedere ai servizi umanitari e ai mezzi di sussistenza, fornire i fondi per occupazioni e istruzione formale e accreditata .

Anche le comunità ospitanti che quattro anni fa hanno accolto generosamente i Rohingya hanno bisogno di sostegno continuo.
I contributi finanziari e le azioni intraprese ora possono aiutare i rifugiati Rohingya a condurre una vita dignitosa nei campi profughi e sostenerli fino a quando avranno non potranno fare ritorno alle loro case.

Firmato da:

ACTED
ActionAid
Action Contre la Faim
CARE
Christian Aid
Concern Worldwide
Danish Refugee Council
EDUCO
Handicap International- Humanity and Inclusion
HEKS/EPER – Swiss Church Aid
HELVETAS Swiss Intercooperation
International Rescue Committee
Islamic Relief
Médecins du Monde France
Médecins du Monde Japan
Médecins du Monde Suisse
Norwegian Refugee Council
Oxfam
Plan International
Save the Children
Solidarités International
Voluntary Service Overseas
World Vision International