Idlib: “Anche se stiamo morendo di freddo, è meglio che morire sotto i bombardamenti”

Il freddo ed il più grande sfollamento mai visto da quando è iniziata la crisi siriana stanno mettendo sempre più alle strette una popolazione martoriata da troppo tempo.

Islamic Relief è una delle poche agenzie umanitarie ancora operanti sul territorio siriano. I nostri team continuano a portare avanti il lavoro nonostante l’esposizione costante a rischi e pericoli. Aiutaci a continuare a salvare vite.

In Siria non c’è più alcun posto in cui fuggire

Le notizie che continuano ad arrivarci dai nostri operatori in Siria confermano l’entità di questa tragedia umanitaria. L’escalation di violenze e gli incessanti attacchi hanno incrementato il numero degli sfollati interni che sono più di 870 mila, di cui l’80% sono bambini e donne.

Orde di uomini, donne, bambini e anziani che fuggono, di nuovo, dalle proprie case in cerca di sicurezza. Un esodo dall’aspetto apocalittico che va avanti da dicembre, quando il conflitto ha iniziato ad intensificarsi. Fuggono verso nord queste persone, in cerca di sicurezza, ma i distretti verso i quali si stanno dirigendo sono già sovraffollati, e non c’è più neppure spazio per costruire nuovi campi.

Almeno 200 mila sfollati si trovano a dover vivere sotto agli alberi, senza nessun riparo dal freddo pungente, che, registrando temperature inferiori ai – 7° nell’area circostante Idlib, ha già tolto la vita a più di 7 bambini. “Anche se stiamo morendo di freddo, è meglio che morire sotto i bombardamenti”, sono le parole di alcuni sfollati che i nostri operatori ci hanno riportato per trasmetterci la gravità della situazione.

Gli attacchi aerei nelle ultime settimane hanno intercettato e colpito sempre più infrastrutture umanitarie al di fuori degli ospedali che, da sempre, sono obiettivi di bombardamenti. Campi sovraffollati, moschee, panifici, centri di distribuzione dell’acqua e di elettricità, scuole ed edifici in cui si nascondono le persone. Solo nelle ultime due settimane sono state colpite 16 strutture sanitarie supportate da Islamic Relief e almeno 55 nostri punti di distribuzione di pasti pronti e pane.

Ciononostante il lavoro di soccorso e di assistenza umanitaria salvavita dei nostri team sul campo continua:

  • Stiamo continuando a distribuire pasti pronti e pane alle famiglie che ne hanno disperatamente bisogno.
  • Unità sanitarie mobili di emergenza stanno assistendo feriti e malati spostandosi tra i diversi punti di concentrazione di sfollati interni.
  • Stiamo fornendo rifugi, teli di plastica e coperte alle nuove famiglie di sfollati.

La Siria sta soffrendo da ormai nove anni, e i recenti attacchi non sembrano lasciare spazio ad una tregua per i nostri fratelli e sorelle che, ora più che mai, hanno bisogno di noi. Aiutaci a continuare a salvare vite in Siria. DONA ORA