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“In un solo giorno ricoveriamo circa 7, 8 o 10 casi”, racconta. “Più o meno questo numero, ogni giorno.”
Già prima della guerra il reparto era molto attivo. La malnutrizione in Sudan esisteva anche prima del 2023, e le famiglie della regione di Gedaref convivevano da tempo con l’insicurezza alimentare. Il conflitto, però, ha aggravato la situazione.
Le famiglie che arrivano oggi sono per lo più sfollate, fuggite da Khartoum o da Wad Madani senza nulla, e ora vivono in campi dove il cibo è incerto e l’acqua pulita non è garantita.
I sintomi dei bambini che arrivano al centro sono gravi. Molti sono estremamente magri, altri presentano gonfiori dovuti alla mancanza di proteine. La pelle può lesionarsi, mentre diarrea e vomito persistono nonostante le cure.
“I segni più comuni sono la grave perdita di peso e il gonfiore”, spiega Haleema. “Spesso ci sono anche diarrea e vomito che non si fermano. I bambini soffrono molto.”
Nel reparto vengono curati anche casi di kala-azar, una malattia parassitaria diffusa nella regione e aggravata dalla malnutrizione.
Il trattamento non può essere affrettato. Un corpo debilitato non può assorbire subito nutrienti in quantità normali. Per questo si inizia con il latte terapeutico F-75, a basso contenuto proteico, per stabilizzare il bambino. Solo dopo si passa a formule più nutrienti come F-100 o agli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUTF).
“Somministriamo F-75 e F-100 ogni due ore”, spiega Haleema. “A volte ogni tre o quattro ore. I bambini ricevono anche i farmaci gratuitamente dalla farmacia dell’ospedale.”
Una parte importante del lavoro di Haleema consiste nel parlare con le madri, spiegare il trattamento e mostrare come somministrare correttamente gli alimenti terapeutici.
“Lavoriamo molto sull’educazione sanitaria”, dice. “Mostriamo come usare il RUTF nelle giuste quantità e ci assicuriamo che comprendano.”
Questo è fondamentale. Quando i bambini tornano a casa, spesso rientrano in contesti dove il cibo è scarso e l’acqua non è sicura. Le conoscenze acquisite dalle madri diventano quindi essenziali quanto le cure ricevute.
La mancanza di medicinali rende tutto ancora più complesso. Oltre l’80% degli ospedali nelle aree più colpite del Sudan non è pienamente operativo. Anche a Gedaref si affrontano interruzioni di corrente e difficoltà simili.
“Lavoriamo giorno e notte, senza riposo”, dice Haleema. “E chiediamo ad Allah la forza per continuare ad aiutare i nostri pazienti.”
Pesare i bambini ogni giorno è il modo più affidabile per monitorare i progressi. Quando il gonfiore diminuisce, la pelle migliora e il peso aumenta, si può iniziare a parlare di dimissioni.
Ma la dimissione non significa fine delle cure: il trattamento continua a casa, con alimenti terapeutici, controlli periodici e la possibilità di tornare in ospedale in caso di peggioramento.
“Alhamdulillah, molti bambini riescono a guarire”, afferma Haleema.
Alla domanda su cosa desideri, Haleema non parla di sé, ma del reparto.
“Spero che il reparto nutrizione sia sempre ben fornito”, dice. “Che non manchino mai farmaci, cibo e tutto ciò che serve ai bambini. Dipendiamo completamente da queste risorse.”
Islamic Relief sostiene l’ospedale Hussein Mustafa fornendo alimenti terapeutici, supporto nutrizionale e medicinali per bambini malnutriti e le loro madri. Queste forniture sono essenziali per il lavoro quotidiano di Haleema.
Ogni giorno, bambini come quelli che cura Haleema aspettano aiuto. Con il tuo sostegno, Islamic Relief può continuare a garantire cure, alimenti terapeutici e medicinali a chi ne ha bisogno.
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