Islamic Relief stanzia 10 milioni di dollari per la lotta globale contro il Coronavirus

Una risposta di emergenza del valore di milioni di dollari in oltre 20 paesi a rischio è il tentativo di Islamic Relief a livello globale di arginare la diffusione del virus, di fornire assistenza alle persone contagiate e di sostenere le comunità più vulnerabili nella lotta contro la pandemia.

 

 

 

La risposta sanitaria per le comunità più a rischio

Migliaia di kit igienici contenenti elementi essenziali come disinfettante per le mani, maschere chirurgiche e termometri sono già stati consegnati a comunità ad alto rischio in luoghi come la Siria e l’Afghanistan, dove le infrastrutture sanitarie si sono sgretolate nel tempo a causa dei conflitti.
Nella prossima settimana, assistenza più critica come rifornimento di ventilatori, kit da laboratorio e macchine a raggi x portatili verrà fornita a paesi come il Pakistan, dove una grande fetta della popolazione non ha accesso a cure mediche adeguate. Per coloro che hanno perso il lavoro e le fonti di reddito in paesi che non hanno reti di sicurezza sociale sarà fornito anche un sostegno economico per consentire loro di acquistare beni primari come cibo e medicine.

Una campagna di sensibilizzazione globale orientata dalla fede

Allo stesso tempo, saranno lanciate ampie campagne di sensibilizzazione per informare su come si diffonde il virus e come proteggersi, adottando buone pratiche igieniche e adeguate misure di distanziamento sociale, ove possibile.

Queste campagne di sensibilizzazione saranno supportate da materiale informativo su pratiche religiose sicure che sono state appositamente pensate dal nostro staff con la guida di importanti studiosi. Guidati dalla nostra esperienza di risposta all’ebola, le informazioni per le comunità musulmane si concentrano sull’eliminazione della pericolosa disinformazione e sulla definizione dell’imperativo religioso di fermare la diffusione della malattia prendendo provvedimenti come sospendere il culto comunitario in aree ad alto rischio.

La guida esamina anche l’adattamento di comportamenti come i riti di sepoltura, per garantire che questi possano essere svolti in linea con la tradizione islamica ma proteggendo allo stesso tempo gli individui in prima linea.

Ora è tempo di generosità

“Il mondo si trova ad affrontare per la prima volta una minaccia di queste dimensioni ed è indispensabile agire rapidamente su più fronti per fermare la diffusione del virus e ridurne l’impatto sulle comunità più vulnerabili, che rischiano il disastro totale”, ha dichiarato Naser Haghamed, CEO di Islamic Relief Worldwide.

“Grazie alla generosità dei nostri partner e sostenitori, sono orgoglioso di affermare che la famiglia di Islamic Relief ha già investito 5 milioni di dollari in aiuti umanitari per le comunità vulnerabili, che spesso non hanno alcun meccanismo di difesa contro il virus.”

Questo investimento fa parte di un impegno più ampio di fornire fino a 10 milioni di dollari a sostegno del prossimo periodo e destinato a far fronte a vari aspetti di questa crisi.

“Solitamente siamo prudenti riguardo al comunicare importi che stanziamo per crisi come queste, ma sono fiducioso che grazie alla generosità dei nostri donatori, la famiglia globale di Islamic Relief assicurerà presto tali fondi, a partire dai nostri singoli sostenitori, permettendoci di aumentare ed espandere la nostra risposta a tutti i paesi in cui operiamo”, ha aggiunto Haghamed.

Adesso è il momento di lavorare insieme

Assieme alla propria risposta a questa emergenza, Islamic Relief sta cercando di integrare un approccio multilaterale e sta lavorando a livello globale e locale con agenzie delle Nazioni Unite tra cui OMS, UNICEF, UNHCR, WFP e governi locali per sostenere le loro risposte in ambito sanitario.

Con un virus che colpisce tutti i paesi, ricchi e poveri, il sostegno di Islamic Relief sarà suddiviso tra i paesi più poveri, che non sono attrezzati per far fronte a questa crisi, e quelli in cui per ora il coronavirus ha causato il maggior numero di vittime e contagi.

“Questo coronavirus è una vera e proprio sfida globale, che richiede una soluzione altrettanto globale – e le conseguenze del non agire in maniera unitaria saranno sicuramente disastrose”, ha affermato Haghamed.

“Dall’allestimento di reparti di isolamento nello Yemen, alla fornitura di kit igienici per i rifugi per senzatetto in Canada, stiamo facendo tutto il possibile per supportare le numerose comunità a rischio con cui collaboriamo.”

Un appello per la pace ed impegni finanziari

“La portata della crisi, tuttavia, è davvero senza precedenti e molto altro dovrà essere fatto se vogliamo superarla e resistere. Per combattere questo virus, il mondo deve implementare tutti gli strumenti del suo arsenale”, ha affermato Haghamed.

“Sul fronte diplomatico, abbiamo urgentemente bisogno di un cessate il fuoco globale guidato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, in modo che bombe e proiettili in luoghi come la Siria non ci impediscano di fermare la diffusione del virus.

Sul fronte dei finanziamenti, abbiamo anche bisogno che i governi e le Nazioni Unite intensifichino le proprie risposte e garantiscano il rispetto del fondo globale da 2 miliardi di dollari delle Nazioni Unite per la lotta al Coronavirus. Le Nazioni Unite devono anche assegnare il 30% di questi fondi a enti di beneficenza internazionali e locali che sono molto spesso in prima linea di fronte a questa crisi, ma ai quali ad oggi è stato stanziato solo il 5% di questi fondi.

Come dimostrano i nostri appelli ed impegni finanziari, Islamic Relief sta agendo per fare tutto ciò che è nelle sue possibilità. Anche se ci sembra che questa crisi si stia abbattendo su di noi, dobbiamo continuare a ricordare i meno fortunati che rischiano di perdere non solo i propri mezzi di sussistenza, ma anche le loro vite e quelle dei loro cari.”

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