Le prospettive di sicurezza alimentare dello Yemen rimangono estremamente preoccupanti, con sfide serie che si prevede continueranno per tutto il 2026, secondo le Nazioni Unite

Dopo 11 anni di crisi, molte famiglie non sanno da dove verrà il loro prossimo pasto.

Qui, Amr Amin, Responsabile della Sicurezza Alimentare e dei Mezzi di Sostentamento di Islamic Relief Yemen, discute delle difficoltà che le famiglie yemenite si trovano ad affrontare.

Quanto è grave la crisi alimentare in Yemen in questo momento?

La situazione è estremamente seria. Secondo l’ultima analisi dell’IPC (Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare), oltre 18 milioni di persone, quasi la metà della popolazione, versavano in una condizione di grave insicurezza alimentare nel febbraio 2026. C’è il rischio che questo numero rimanga invariato, o peggiori, a marzo con l’aumentare delle pressioni. Guardando a gennaio, le stime della Rete di Sistemi di Allerta Precoce per la Carestia (FEWS NET) collocano lo Yemen tra i paesi con la più grave insicurezza alimentare al mondo.

Nelle aree controllate dal governo, i recenti interventi della banca centrale hanno temporaneamente rafforzato il riyal yemenita e abbassato i prezzi dei generi alimentari, rendendo il cibo più accessibile, ma questi miglioramenti sono estremamente fragili.

In altre aree le prospettive per la produzione agricola sono deboli e la probabilità di ripristinare su larga scala gli aiuti alimentari umanitari o altri sostegni settoriali rimane molto bassa.

Lo Yemen rimane a rischio di carestia nel 2026. Questo rischio non farà che intensificarsi se il calo degli aiuti umanitari continuerà o se nuovi shock, economici, climatici o legati al conflitto, si verificheranno nei prossimi mesi.

Quante persone dipendono interamente dagli aiuti umanitari per il cibo?

La più recente analisi IPC indica che un totale stimato di 18,3 milioni di persone (il 52% della popolazione) è in condizione di insicurezza alimentare acuta, in fase IPC 3 o superiore. Ciò significa che non sono in grado di soddisfare i propri bisogni alimentari di base senza assistenza esterna.

I finanziamenti per lo Yemen sono stati tagliati drasticamente. Cosa ha significato concretamente per le famiglie sul campo?

I tagli ai finanziamenti nel 2025 hanno spinto le famiglie ancora più a fondo nella fame. Nel 2025, la risposta umanitaria in Yemen ha subito una pressione enorme: il Piano di Risposta ai Bisogni Umanitari (HNRP) delle Nazioni Unite ha ricevuto solo il 28% dei fondi necessari, il livello più basso dal 2015.

Questo divario senza precedenti ha costretto tutti i cluster umanitari a ridurre le proprie attività, inclusa Islamic Relief. In modo allarmante, i contributi al Programma Alimentare Mondiale (PAM) sono diminuiti di oltre il 70% tra il 2024 e il 2025.

Molte famiglie saltano i pasti, si nutrono di cibo di scarsa qualità, tolgono i figli dalla scuola per farli lavorare e vendono i loro ultimi beni pur di sopravvivere.

Nelle aree non controllate dal governo, tutte le operazioni del PAM sono rimaste sospese da settembre 2025 a causa di vincoli operativi sull’accesso.

Siete costretti a dover scegliere chi mangia e chi no? Come vengono prese queste decisioni?

Islamic Relief fornisce assistenza alimentare a chi ne ha bisogno in Yemen durante tutto l’anno. Offriamo anche supporto aggiuntivo attraverso i nostri programmi stagionali, tra cui pacchi alimentari per il Ramadan e la Zakat Al Fitr e distribuzioni di carne Adahi.

Tuttavia, con il livello di finanziamenti ricevuti nel 2025-2026, la comunità umanitaria non riesce semplicemente a raggiungere ogni persona nel bisogno.

Il sostegno si concentra ora sulle aree che affrontano la più grave insicurezza alimentare. Le famiglie con bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza o in allattamento, le persone con disabilità o malattie croniche e quelle che si trovano in zone di conflitto attivo o colpite da alluvioni sono considerate ad altissimo rischio.

Queste decisioni non vengono prese alla leggera. Eppure la dolorosa realtà rimane: ogni volta che una famiglia viene prioritizzata per ricevere assistenza, un’altra famiglia ugualmente disperata viene lasciata senza aiuto.

La stanchezza dei donatori si sta facendo sentire dopo anni di conflitto? Perché i finanziamenti stanno calando nonostante i bisogni umanitari siano evidenti?

Sì, la stanchezza dei donatori è sempre più evidente. In tutto il mondo, crisi multiple stanno mettendo a dura prova i budget dei donatori come mai prima d’ora.

All’interno dello Yemen, le sfide operative, in particolare le restrizioni all’accesso, hanno reso più difficile per le organizzazioni raggiungere le persone nel bisogno, complicando ulteriormente il coinvolgimento dei donatori.

Se i livelli di finanziamento non migliorano, come sarà lo Yemen tra 6 mesi?

Se gli attuali livelli di finanziamento non cambieranno, le prospettive sono profondamente preoccupanti.

Si prevede che i tassi di malnutrizione peggiorino, in particolare nelle governatorati costieri occidentali, dove le vulnerabilità sono già acute.

Con il ridursi delle risorse, sempre più famiglie saranno spinte verso meccanismi di adattamento dannosi: contrarre debiti insostenibili, spostarsi in cerca di assistenza e ricorrere al matrimonio precoce o al lavoro minorile per sopravvivere.

Qual è il suo messaggio alla comunità internazionale che osserva questa crisi?

Il mio messaggio è allo stesso tempo urgente e pieno di speranza.

La crisi della fame in Yemen è grave, ma non è irrisolvibile.

Milioni di persone che un tempo dipendevano dagli aiuti umanitari non li ricevono più, mentre i prezzi dei generi alimentari continuano ad aumentare e i mezzi di sostentamento continuano a crollare.

Tuttavia, con finanziamenti adeguati, accesso umanitario sostenuto e sostegno al recupero dei mezzi di sussistenza, il corso di questa crisi può ancora essere cambiato.

La finestra per prevenire la carestia in Yemen si sta restringendo, ma non si è ancora chiusa. È ora di agire.

Dona ora per fornire cibo a chi ne ha bisogno e contribuire ad alleviare le sofferenze in Yemen.

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