Qurbani + un progetto che aiuta le famiglie in Niger ad uscire dal ciclo della povertà

Nella zona densamente popolata di Lazaret di Niamey, la capitale del Niger, un gruppo di donne è riunito in un complesso. Alcune sono sedute sulle stuoie e seguono un corso di alfabetizzazione per adulti. Ognuna sta scrivendo su un quaderno, mentre segue attentamente ciò che l’insegnante sta spiegando.

Altre, si trovano in una grande stanza all’interno dell’ampio complesso, e frequentano un diverso tipo di lezione. Tra loro c’è Fati, 47 anni, che sta imparando a conoscere il processo di allevamento del bestiame per Qurbani. Vi raccontiamo la sua storia.

 

Vedova con sette figli a cui provvedere, Fati fa parte del gruppo di donne: Iyayen Marayou. Istituito 13 anni fa, con il quale Islamic Relief ha inizialmente collaborato per identificare i bambini orfani che necessitavano supporto. Ora è diventato un’organizzazione comunitaria che genera reddito per le donne, supportata dalla nostra formazione in settori come: la buona gestione, lo sviluppo e la generazione di reddito.

Promuovendo l’autosufficienza economica delle donne in Niger

L’anno scorso Fati era tra le 300 donne che hanno ricevuto capre e pecore distribuite da Islamic Relief in Niger.

“Abbiamo ricevuto la formazione su come allevare gli animali e sull’ingrasso” ci dice, spiegando che si prendono cura degli animali e con l’avvicinarsi del periodo del Qurbani. Gli animali ingrassati vengono venduti al prezzo del mercato, il che genera un profitto. Questo profitto è diviso tra Islamic Relief e le famiglie su una base predefinita e concordata dalle parti.

“Con il profitto che ho realizzato, sono riuscita a permettermi di acquistare il mio Qurbani, una pecora. Questo mi ha permesso di avere un buon Qurbani per i miei figli”, aggiunge Fati, spiegando che ai suoi figli è piaciuta la carne.

Islamic Relief utilizza gli animali che riacquistiamo nel nostro programma Qurbani, distribuendo la carne alle famiglie povere del Niger. E la nostra formazione ha generato una nuova fonte di guadagno per Fati.

“Ho ricevuto una formazione come paraveterinaria e sono stata assunta dai servizi zootecnici del governo come apprendista”, dice sorridendo mentre descrive il suo ruolo nell’aiutare a mantenere gli animali sani.

Acquistare localmente offre alle famiglie povere una nuova fonte di reddito

A decine di chilometri di distanza, nel villaggio di Kokomani, distretto di Tillaberi, un altro gruppo di donne è seduto, protetto dal sole di mezzogiorno da un gigantesco baobab. Provengono da due gruppi comunitari: Touzadey Nouhoul e Madjarey Maoudey.

Stanno discutendo con Islamic Relief un accordo di microcredito islamico, 70 donne riceveranno ciascuna tre animali – due capre e una pecora – e la formazione su come ingrassare e vendere a Islamic Relief durante il periodo Qurbani.

“Quest’anno la nostra distribuzione è iniziata presto e le donne avranno cinque mesi per ingrassare il bestiame”, dice Habou Illyassou, coordinatore di progetto per Islamic Relief, spiegando che questo è il secondo anno in cui avviene la distribuzione del bestiame a gruppi di donne.

Islamic Relief acquista gli animali dai commercianti del posto, il che rafforza l’economia locale. Dopo un’attenta visita veterinaria, vacciniamo il bestiame prima di consegnarlo alle donne.

Questo nuovo programma è un modo sostenibile per amplificare l’impatto positivo del programma annuale Qurbani. Oltre a fornire cibo alle famiglie povere durante Eid al Adha, consente alle donne di guadagnarsi da vivere durante tutto l’anno.

E da quel che ci racconta, Fati da Niamey, sta già cambiando le loro vite in meglio.

“Ora non devo chiedere cibo o prestiti ai miei vicini o prendere credito dai negozi” dice, orgogliosa della sua ritrovata autosufficienza.

Islamic Relief consente alle persone di uscire dalla povertà, per sempre.

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