Un pacco che dona sorrisi

È giunto al termine il progetto “pacchi alimentari” di Islamic Relief Italia che ha visto la distribuzione di questi aiuti in tutto il nord Italia per un totale di almeno 1000 famiglie raggiunte nel solo mese di Ramadan. Uno dei beneficiari ha voluto condividere la propria storia con noi, ricordandoci l’importanza di progetti come questo.

Alhamdulillah, questo Ramadan abbiamo riempito il vuoto di 1.2 milioni di persone in 36 paesi, inclusa l’Italia, grazie!

 

Una mamma sola con 4 figli: “non lo dimenticherò!”

Ha gli occhi lucidi e un sorriso che sforza di trattenere. Un volontario le allunga il pacco alimentare di Islamic Relief Italia e finalmente esplode in un bellissimo sorriso, abbassando lo sguardo, tra la felicità e l’imbarazzo. Poi gli sussurra: “dovevate darlo a chi ha più bisogno di me…”.

È una donna umile che pensa sempre agli altri, anche quando ad avere bisogno di un aiuto è lei.

La chiameremo Sanaa, nome di fantasia, per tutelare la sua privacy. È una donna giovane con 4 figli, divorziata e sola. Ha alle spalle una storia familiare difficile, fatta di violenza psicologica, verbale e fisica nei suoi confronti da parte dell’ex marito. Un uomo che per anni le ha tumefatto il volto con pugni e calci e che dopo tanto, troppo tempo di vessazioni, è stato denunciato e messo in carcere, portando però Sanaa ed i suoi figli in una situazione di grave incertezza economica.

Sanaa viene da un Paese lontano, e qui non ha nessuno: né genitori, né fratelli né sorelle. Ha solo qualche amica con cui confidarsi e su cui appoggiarsi. È una migrante come ce ne sono tanti, che si trova in un Paese straniero, non sempre accogliente con l’Altro, con il diverso. Ogni tanto lavoricchia, ma sempre in modo saltuario e la sua situazione è molto precaria.

Ecco perché Islamic Relief Italia l’ha individuata, fra le 1000 famiglie beneficiarie del progetto, come una destinataria del pacco alimentare. Un aiuto piccolo ma che fa la differenza e che tocca tutto il nord Italia.

Grazie davvero di cuore! Almeno per questo mese non mi dovrò preoccupare di cosa mettere in tavola…”. Con lei ci sono le sue figlie più piccole, entusiaste e con lo sguardo vispo, contente per questo dono inaspettato. Iniziano a raccontare al nostro volontario che anche loro fanno “mezzo Ramadan”, un digiuno a misura di bambino, per il quale saltano la merenda per condividere insieme alla loro mamma un momento di questo mese benedetto.

Poi, curiose come solo i bambini sanno essere, prendono il pacco e lo portano in casa quasi correndo, per aprirlo e vedere cosa c’è dentro. È pesante, così la mamma le aiuta ad appoggiarlo sul tavolo della cucina, e insieme lo aprono: biscotti, pasta, riso, sale, zucchero, legumi e tanto altro. La più piccola esclama: “la marmellata è mia!”. E se la stringe al petto, ridendo e correndo verso la sua cameretta. La madre lascia fare, sorridendo.

Adora la marmellata! Ogni mattina, fa colazione con quella e guai se manca a tavola!”, ci dice Sanaa. Poi torna seria e pensierosa. “Spero di poter trovare presto un lavoro sicuro e dare più stabilità ai miei figli in sha Allah…”. Se Dio vuole.

È un incontro breve, ma intenso, dove la povertà di una donna sola, madre di quattro figli, si manifesta in tutta la sua dignità. E Islamic Relief è lì per lei e per tante altre persone: per riempire il vuoto di una tavola non imbandita e la solitudine di una mamma in difficoltà.

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