Oggi ricorre il 38° anniversario della fondazione di Islamic Relief, che è diventata un ente di beneficenza internazionale leader che opera in tutti i continenti per alleviare le sofferenze di milioni di persone.

“Alhamdulillah, oggi celebriamo 38 anni di lavoro salvavita e che cambia la vita di Islamic Relief in tutto il mondo”,

Afferma Waseem Ahmed, amministratore delegato di Islamic Relief Worldwide.

“Il mondo del 2022 sembra molto diverso da quando il nostro lavoro è iniziato 38 anni fa. In questo periodo abbiamo affrontato sfide straordinarie e celebrato alcuni risultati straordinari. Una cosa, però, è rimasta costante: la generosità dei nostri sostenitori, senza i quali il nostro lavoro non sarebbe stato possibile. Grazie, come sempre, per il vostro incredibile supporto”.

Per celebrare questo traguardo e il lavoro che svolgiamo, condividiamo con voi 38 fatti su Islamic Relief. Scopri quanti ne conosci!

  1. E’ stata fondata in risposta alla carestia del 1984 in Sudan – I nostri fondatori, un gruppo di medici e attivisti, commossi davanti alle sofferenze causate dalla carestia del 1984 in Sudan, iniziano a lavorare all’interno di un piccolo ufficio a Birmingham, raccogliendo 100.000 sterline in favore delle persone bisognose. 
  2. 87 centesimi di ogni euro donato vanno direttamente ad aiutare i più bisognosi – Per ogni euro donato ad Islamic Relief, spendiamo 87 centesimi per aiutare le persone bisognose. Il resto copre costi amministrativi e per investire in raccolte fondi.
  3. Lavoriamo in più di 40 paesi – Islamic Relief nasce nel Regno Unito, da allora operiamo attraverso aiuti umanitari e iniziative di raccolte fondi, in più di 40 paesi in Europa, Africa, Asia, Medio Oriente e Nord America.
  4. Il 2020 è stato un anno record per Islamic Relief – Il sostegno dei nostri generosi donatori nel 2020, ha raggiunto l’incredibile cifra di 149 milioni di euro. Questo, ci ha permesso di aiutare 13.8 milioni di persone in 39 paesi – un numero record, in un periodo storico nel quale il mondo sta affrontando una pandemia globale.
  5. Ispirati dalla fede – L’approccio basato sulla fede di Islamic Relief forma e indirizza il lavoro che facciamo per aiutare le persone bisognose. Ispirati dalla fede islamica, immaginiamo un mondo premuroso in cui le comunità hanno il potere, gli obblighi sociali sono adempiuti e le persone rispondono come una cosa sola alle sofferenze altrui. 
  6. ​​Impegnati in una risposta a lungo termine – Anche quando le crisi si protraggono nel tempo, come nel caso della Siria e dello Yemen, e non sono più presenti sulle prime pagine dei giornali, Islamic Relief si impegna a continuare il suo lavoro, per aiutare le persone colpite a ricostruire le proprie vite. Nel 2020, 2.3 milioni di persone nello Yemen hanno fatto affidamento sui nostri aiuti alimentari, e abbiamo investito 30 milioni di euro per aiutare 1.25 milioni di persone in Siria.
  7. Sostenendo più di 80.000 bambini orfani – Il programma di sponsorizzazione degli orfani di Islamic Relief, istituito nel 1986, aiuta a sostenere i bambini in diversi continenti. 
  8. Lavorare per affrontare il cambiamento climatico – Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide morali, sociali e ambientali che l’umanità deve affrontare. Islamic Relief lavora per aiutare le comunità e i governi ad adattarsi e mitigare il cambiamento climatico, lavorando anche per ridurre la nostra impronta di carbonio.
  9. Il programma Qurbani sfama milioni di persone ogni anno – Il programma Qurbani di Islamic Relief ha raggiunto più di 3.1 milioni di persone l’anno scorso. I nostri criteri assicurano che la carne vada ai più bisognosi durante i primi 10 giorni di Dhul Hijjah, uno dei periodi più sacri dell’anno islamico.
  10. Abbiamo ottenuto il certificato CHS – Nel 2021, Islamic Relief è stata certificata da parte del Core Humanitarian Standard (CHS), un rigoroso standard globale per il lavoro umanitario. Siamo uno dei soli cinque enti di beneficenza con sede, anche nel Regno Unito, ad essere stati certificati, e ad oggi siamo l’unico ente di beneficenza ispirato dalla fede con sede nel Regno Unito a detenere questa certificazione. 

 

Rabi è un’attivista della comunità che utilizza la formazione di Islamic Relief per aumentare la consapevolezza sulla violenza di genere e sui matrimoni precoci e forzati in Niger.

 

  1. Difendere la giustizia di genere – Islamic Relief si impegna a difendere la giustizia di genere. Nel 2018 abbiamo iniziato a lavorare su un’innovativa Dichiarazione sulla giustizia di genere nell’Islam che mira ad aiutare ad affrontare la disuguaglianza e l’ingiustizia contro donne e ragazze da una prospettiva islamica.
  2. Migliorare l’inclusione finanziaria per tutti – Dal 1994 forniamo micro-finanza islamica a persone che altrimenti sarebbero escluse dai servizi finanziari. Con i nostri prestiti senza interessi conformi ai precetti islamici, gli imprenditori avviano o espandono piccole imprese per uscire dalla povertà. Finora abbiamo fatto circolare oltre 60 milioni di euro in investimenti sociali.
  3. Prima organizzazione non governativa musulmana a ricevere finanziamenti dal governo del Regno Unito – Nel 1994 abbiamo ricevuto 180.000 sterline per finanziare un centro di formazione nel Kordofan settentrionale, in Sudan.
  4. Riciclaggio di vestiti per sostenere progetti – Islamic Relief ha fondato “TIC International”, una società di riciclaggio di vestiti, nel 1993 dopo aver ricevuto un afflusso di vestiti in risposta ad appelli di emergenza. L’azienda con sede a Birmingham ora gestisce una catena nazionale di negozi di beneficenza, aiutando con le attività di raccolta fondi.
  5. Proteggere le famiglie durante l’inverno – Tempeste, bufere di neve e temperature gelide mettono a dura prova coloro che vivono in rifugi danneggiati o senza alcun riparo. Ogni inverno, Islamic Relief aiuta le persone a rischio nei mesi più freddi con cibo, carburante e altri beni essenziali.
  6. Siamo registrati presso la UK Charity Commission da più di 30 anni – Dal 1989, Islamic Relief è registrata presso l’ente governativo del Regno Unito che regola gli enti di beneficenza in Inghilterra e Galles. Questo aiuta a garantire che i donatori e altri membri del pubblico possano fidarsi del lavoro che svolgiamo.
  7. Sosteniamo le persone colpite dall’HIV/AIDS – Islamic Relief ha aperto la strada alle discussioni sull’Islam e sull’HIV/AIDS in una conferenza del 2007 in Sud Africa e continuiamo a sostenere le persone colpite dal virus dell’HIV nel paese e altrove attraverso programmi di prevenzione, gruppi di sostegno e iniziative di educazione giovanile.
  8. 25 anni di lavoro salvavita nei Territori Palestinesi Occupati – Molti palestinesi dipendono dagli aiuti esterni per la sopravvivenza quotidiana. Lavoriamo da 25 anni nei Territori Palestinesi Occupati, dove lavoriamo per ridurre la sofferenza attraverso la risposta alle emergenze e sostenere le persone per costruire un futuro più radioso.
  9. Siamo firmatari del Codice di condotta della Croce Rossa – Nel 1999, Islamic Relief ha firmato il Codice di condotta della Croce Rossa, impegnandosi a rispettare questo standard internazionale su come fornire aiuto alle persone colpite da emergenze in modo imparziale. Umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza sono i principi fondamentali.
  10. Aiutare i rifugiati – Islamic Relief opera a sostegno dei rifugiati e degli sfollati in tutto il mondo. Al culmine della “crisi dei rifugiati” in Europa nel 2015, abbiamo fornito pacchi alimentari in Macedonia, kit igienici e coperte in Germania, servizi di consulenza e traduzione per i nuovi arrivati ​​in Grecia e in Italia, e alloggi a breve termine e vestiti caldi in Svezia.

 

 

In Siria, una donna ringrazia Allah, per il pacco alimentare ricevuto attraverso il programma di Islamic Relief del mese di Ramadan, che l’anno scorso ha raggiunto 934.000 persone in 31 paesi.

 

  1. Rispondere ai disastri – Islamic Relief ha decenni di esperienza nel rispondere ai disastri naturali e causati dall’uomo che vanno da terremoti, inondazioni e tsunami a conflitti. Ogni anno rispondiamo rapidamente alle situazioni di emergenza, cercando di soddisfare i bisogni immediati delle persone colpite, mentre lavoriamo per sviluppare una risposta a lungo termine.
  2. I primi a fornire aiuti a Grozny – Quando è scoppiata la guerra in Cecenia nel 1995, Islamic Relief è stata la prima agenzia di soccorso a fornire aiuti alla capitale della zona, Grozny. Abbiamo fornito cibo, coperte, vestiti e medicine alle persone colpite dai combattimenti.
  3. Centinaia di migliaia di persone aiutate dopo le inondazioni in Pakistan – Le peggiori inondazioni a memoria d’uomo hanno colpito il Pakistan nel 2010, spingendo Islamic Relief a lanciare un’importante operazione di soccorso e ricostruzione. Il nostro lavoro ha sostenuto circa 428.000 persone in più di 580 villaggi.
  4. Siamo stati riconosciuti dalla Commissione Europea – Nel 2002, Islamic Relief ha firmato un partenariato con il dipartimento di Aiuti Umanitari della Commissione Europea. La mossa ha riconosciuto la nostra capacità di fornire aiuti di alto livello.
  5. Migliaia di donazioni raccolte durante l’appello per la Bosnia – Lavorando con il quotidiano britannico The Independent, Islamic Relief ha raccolto 37.000 euro nel 1993 per sostenere gli aiuti durante la guerra in Bosnia, incluso durante l’assedio di Sarajevo.
  6. Ci impegniamo a rispettare il principio di “non nuocere” – Islamic Relief si impegna a rispettare il principio di “non nuocere”. Ci sforziamo per garantire che i nostri programmi siano appropriati per le comunità che serviamo e per comprendere e ridurre al minimo qualsiasi potenziale impatto negativo del nostro lavoro.
  7. Più di 20 anni di progetti Waqf – Nel 2000 abbiamo iniziato a realizzare progetti Waqf, ridando vita alla più grande tradizione islamica degli investimenti caritatevoli sostenibili, insieme alle donazioni di beneficenza. Il progetto aiuta a fornire fondi per sfamare le famiglie durante Ramadan, migliorare l’acqua e le strutture igienico-sanitarie e sostenere la salute e la nutrizione, tra le altre iniziative.
  8. Sul campo nelle zone di conflitto – Islamic Relief opera per sostenere le persone colpite dai conflitti in tutto il mondo. Rispondiamo alle emergenze e realizziamo progetti a lungo termine per aiutare le comunità a ricostruire le loro vite. Nel 2003 siamo stati una delle poche agenzie umanitarie internazionali ad assistere le persone in Iraq quando è scoppiata la guerra, fornendo aiuti per un valore di 9 milioni di euro.
  9. Fornire assistenza in base al bisogno – Sosteniamo i bisognosi indipendentemente dalla religione, etnia o orientamento sessuale e non discriminiamo in alcun modo. Islamic Relief lavora per garantire che coloro che aiutiamo sappiano che la nostra assistenza è incondizionata e che accogliamo con favore feedback e reclami.
  10. Membro del Disaster Emergency Committee (DEC) del Regno Unito – Islamic Relief è stato il primo ente di beneficenza musulmano ad aderire al DEC, un’organizzazione ombrello che riunisce 15 importanti enti di beneficenza con sede nel Regno Unito in tempi di crisi per raccogliere fondi. Ci siamo uniti nel 2005, lo stesso anno in cui abbiamo lanciato la nostra più grande operazione di sempre negli Stati Uniti, a sostegno delle persone colpite dall’uragano Katrina. Facciamo parte dell’attuale appello del DEC per alleviare la fame in Afghanistan.

 

La risposta di Islamic Relief alla pandemia di Covid-19 includeva la fornitura di attrezzature e forniture mediche salvavita alle strutture sanitarie sopraffatte in Nepal.

 

  1. Continuando il nostro lavoro in Afghanistan – Islamic Relief opera in Afghanistan da più di 18 anni. Siamo un’ancora di salvezza nel paese, che è attanagliato dalla crisi umanitaria innescata da siccità, conflitti, Covid-19 e cambiamenti politici. Siamo sul campo e forniamo aiuti in 5 province, servendo popolazioni vulnerabili tra cui donne e ragazze, anziani e persone con disabilità.
  2. Adattarsi a una pandemia globale – Islamic Relief ha adattato progetti e programmi alla nuova realtà della pandemia di Covid-19. Nel 2020 abbiamo condotto 122 progetti di prevenzione e supporto al Covid-19, raggiungendo 1,5 milioni di persone. Abbiamo anche lanciato un appello in corso sul coronavirus, per aiutare a fornire supporto sanitario e igienico alle persone vulnerabili in tutto il mondo.
  3. Facciamo parte di una storica collaborazione interreligiosa – Nel 2014, Islamic Relief ha avviato una partnership con la Lutheran World Federation (LWF), la prima collaborazione di questo tipo tra organizzazioni umanitarie islamiche e cristiane globali. Nel 2022 celebreremo la Giornata mondiale del rifugiato con una conferenza congiunta con la LWF dal titolo “Welcoming the Stranger”.
  4. Sostenere la fine delle MGF – La mutilazione e il taglio dei genitali femminili (MGF) è praticata in molte aree del mondo e colpisce la salute fisica e mentale di milioni di donne e ragazze. Il lavoro di Islamic Relief include il coinvolgimento di studiosi locali per educare le comunità ad aiutare a porre fine a tale pratica.
  5. Impegno nel localizzare gli aiuti – Oltre ad assistere direttamente i bisognosi, Islamic Relief si impegna a localizzare gli aiuti sostenendo le organizzazioni e partner locali a sviluppare le proprie capacità. Potrebbero essere i primi soccorritori con una profonda comprensione dei bisogni della comunità o un’organizzazione non governativa più piccola che lavora su una sfida particolare in un paese o una regione.
  6. Lavorare per porre fine ai matrimoni precoci e forzati – La nostra prospettiva di fede attribuisce a Islamic Relief un ruolo speciale nel lavorare per porre fine ai matrimoni precoci e forzati, che colpiscono milioni di ragazze ogni anno. Crediamo che il matrimonio precoce e forzato violi i diritti umani, così come la santità del matrimonio e della famiglia nell’Islam. Ci impegniamo a lavorare con i leader religiosi per cambiare le norme culturali dannose.
  7. Garantire che le persone con disabilità non vengano lasciate indietro – Islamic Relief riconosce che le persone che vivono con disabilità sono spesso esposte ad un rischio  maggiore in caso di disastri, conflitti o grande bisogno. Stiamo lavorando per garantire che i nostri progetti e programmi siano accessibili a tutti coloro che hanno bisogno del nostro aiuto integrando l’accessibilità nelle fasi di pianificazione e progettazione e creando linee guida chiare sviluppate con le persone con disabilità.
  8. C’è ancora molto da fare – Negli ultimi 38 anni, la generosità dei nostri donatori ci ha permesso di aiutare milioni di persone in tutto il mondo. Purtroppo, le crisi umanitarie continuano a crescere in numero e gravità, lasciando sempre più persone bisognose di assistenza.

 

Continua a sostenere il nostro lavoro, in favore dei più vulnerabili nel mondo. 

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