I bambini muoiono di fame a Gaza e la carestia incombe. Abbiamo parlato con Alun McDonald, responsabile di media e relazioni esterne di Islamic Relief, sulle sfide legate all’invio di aiuti sufficienti a Gaza e del motivo per cui le rotte aeree e marittime proposte non rappresentano un’alternativa all’arrivo degli aiuti via terra.

Che tipo di aiuti sono necessari a Gaza?

La crisi umanitaria a Gaza è la peggiore al mondo, con bambini e anziani che muoiono di fame e altri che mangiano erba o foglie per cercare di sopravvivere. Il tempo per prevenire una carestia massiccia, interamente provocata dall’uomo sta per scadere. Abbiamo urgentemente bisogno di far arrivare a Gaza un’ampia gamma di aiuti salvavita, tra cui cibo, medicine e articoli per l’igiene.

Quali sono le sfide per portare gli aiuti a Gaza in questo momento?

Le persone hanno un disperato bisogno di più aiuti, ma le due sfide maggiori sono il blocco israeliano e l’assenza di un cessate il fuoco.

Israele controlla tutto ciò che entra a Gaza attraverso i due valichi attualmente aperti ai camion degli aiuti (Rafah e Kerem Shalom, noto anche come Karem Abu Salem). Ci sono file di camion di aiuti umanitari in attesa del permesso israeliano per entrare, e agli aiuti vitali, tra cui medicine contro il cancro, anestetici e filtri per l’acqua, è stato negato l’ingresso. L’ONU ha riferito che piccole forbici sono state addirittura confiscate dai kit medici dei bambini.

Anche prima dell’attuale escalation entravano a Gaza almeno 500 camion al giorno – ora i bisogni sono aumentati enormemente e sono necessari almeno 800-1.000 camion al giorno. Ma nell’ultimo mese sono transitati in media solo circa 130 camion al giorno.

Anche quando gli aiuti arrivano a Gaza, è estremamente pericoloso e difficile consegnarli in mezzo agli attacchi continui, ai bombardamenti e alle strade danneggiate. Nelle ultime due settimane centinaia di civili disperati sono stati uccisi mentre facevano la fila per ricevere aiuti alimentari per i loro bambini affamati.

Gaza è ora il luogo più pericoloso al mondo per fornire aiuti, con centinaia di operatori umanitari e personale sanitario uccisi e convogli umanitari attaccati.

Diversi governi stanno ora inviando aiuti dal cielo. Questo aiuta?

Gli aiuti lanciati dal cielo sono solitamente l’ultima opzione, poiché è il metodo è il meno efficace. Negli ultimi giorni abbiamo visto che può anche essere mortale, con 5 persone uccise dalle scatole di cibo cadute dal cielo.

Quando lanci aiuti da grandi altezze, è difficile controllare dove vanno o chi li riceve. A Gaza una parte degli aiuti è caduta in mare e una parte in aree estremamente pericolose dove si verificano pesanti combattimenti.

Quando le agenzie umanitarie distribuiscono gli aiuti sul campo, adottiamo misure per garantire che raggiungano i gruppi più vulnerabili, come gli anziani, le persone con disabilità e i bambini orfani. Possiamo garantire che anche le donne abbiano la priorità. Ma quando cade dal cielo è molto più difficile da gestire e spesso sono gli uomini più forti e più sani a raggiungere per primi gli aiuti.

È anche un modo molto costoso per consegnare quantità relativamente piccole: un lancio aereo generalmente fornisce solo una frazione degli aiuti che possono essere consegnati da un convoglio di camion.

E gli aiuti via mare annunciati invece?

Ci sono sforzi per aprire un corridoio marittimo da Cipro, ma avrà un impatto molto limitato senza un cessate il fuoco e la fine del blocco. Ci sono diverse sfide…

Innanzitutto, la logistica. Stiamo correndo contro il tempo per salvare vite umane, ma probabilmente ci vorranno settimane per realizzare le infrastrutture necessarie per l’accesso al mare, come ad esempio un porto galleggiante. Intanto i camion sono già in fila pronti ad entrare non appena consentito.

Saranno necessarie decine di navi al giorno. Finora è partita una nave con 200 tonnellate di aiuti, che equivalgono a circa 15 camion, quando ne servono almeno 800 al giorno. La quantità di aiuti che probabilmente arriveranno via mare è letteralmente una goccia nell’oceano rispetto a quanto necessario.

In secondo luogo, il blocco. Israele continuerà a controllare tutti gli aiuti che arrivano via mare, il che significa che probabilmente dovrà affrontare le stesse restrizioni e ritardi attualmente riscontrati ai valichi esistenti.

E terzo: anche se gli aiuti arrivassero a Gaza via mare, dovranno comunque essere consegnati tramite camion via terra. Senza un cessate il fuoco, queste rotte terrestri sono ancora estremamente pericolose e fortemente limitate. Nell’ultimo mese l’ONU afferma che ad almeno il 75% delle missioni guidate dall’ONU nel nord di Gaza – dove la fame è più alta – è stato rifiutato l’accesso da parte dell’esercito israeliano.

In che modo Islamic Relief riceve gli aiuti?

Stiamo lavorando con agenzie delle Nazioni Unite come il Programma Alimentare Mondiale, che attraverso il valico di Kerem Shalom portano cibo che poi distribuiamo. Siamo anche riusciti a portare alcune coperte e kit igienici attraverso il valico di Rafah, e cerchiamo costantemente di farne arrivare altri.

Nonostante le enormi sfide, il nostro team a Gaza e i nostri partner locali forniscono aiuti ogni giorno. Finora abbiamo cucinato oltre 4 milioni di pasti pronti per le famiglie sfollate nei rifugi sovraffollati e distribuito aiuti come 44.000 kit per l’igiene o la dignità che includono articoli come sapone, pannolini per neonati e articoli per l’igiene mestruale per donne e ragazze. Ma non è abbastanza e abbiamo un disperato bisogno dell’accesso di maggiori aiuti a Gaza.

Cos’è necessario fare?

Solo un cessate il fuoco e la fine del blocco imposto da Israele possono garantire che aiuti sufficienti raggiungano le persone che stanno vivendo un’enorme catastrofe umanitaria.

Sono urgentemente necessari ulteriori aiuti, ma le iniziative marittime e aeree non saranno sufficienti e non potranno sostituire l’invio di maggiori aiuti via terra, che è di gran lunga la via più efficace.

Abbiamo bisogno di più aiuti che entrino attraverso i due valichi attuali e che gli altri valichi come Erez/Beit Hanoun e Karni vengano riaperti per gli aiuti. I beni commerciali devono essere ammessi così come gli aiuti, per rifornire i mercati impoveriti di Gaza.

Vogliamo che i governi internazionali chiedano un cessate il fuoco immediato e duraturo e facciano tutto il possibile per fare pressione su Israele affinché consenta il pieno accesso umanitario senza ostacoli, come previsto dal diritto internazionale.

Com’è possibile aiutare?

Per molte persone a Gaza, gli aiuti che arrivano sono l’unica ancora di salvezza. Durante questo Ramadan, sostieni il lavoro salvavita di Islamic Relief e dona la tua Zakat e Sadaqa.

Ma gli aiuti umanitari da soli non sono sufficienti e la popolazione di Gaza ha urgente bisogno di un’azione politica. Continuate a chiedere un cessate il fuoco immediato e la fine dell’assedio di Israele ai vostri rappresentati politici.

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