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L’Islam proibisce l’interesse (Riba), sia riceverlo che pagarlo. Molti di noi possono accumulare interesse attraverso i conti bancari, anche se non lo desiderano, quindi cosa dovremmo fare con il denaro derivante dall’interesse?
Poiché non è permesso utilizzare l’interesse per il proprio beneficio, è consigliato donarlo in beneficenza. Sebbene non ci sia una ricompensa religiosa per farlo, si dispone dei fondi haram in modo conforme alla Sharia.
Nell’Islam, il Riba è l’interesse guadagnato o pagato su transazioni o risparmi. Questo include:
Quando doni la Riba in beneficenza, dovrai donare l’importo dell’interesse guadagnato, ad esempio, il denaro accumulato come interesse sui risparmi.
Allah (SWT) ci dice nel Sacro Corano di non impegnarci in transazioni o investimenti basati sugli interessi:
“O voi che credete! Temete Allah e abbandonate ciò che rimane [a voi] di interesse, se siete veri credenti.” Corano | 2:278
Alti livelli di interesse possono portare a debiti e insicurezza finanziaria, sfruttando le persone con bassi redditi e senza una rete di sicurezza finanziaria. L’Islam, invece, incoraggia donazioni non basate sugli interessi, beneficenza e investimenti a lungo termine per il beneficio degli altri, come la Sadaqah Jariya, la Zakat che assicura anche una rete di sicurezza sociale per le persone bisognose.
La Riba (interesse) è generalmente considerato uno dei peccati maggiori nell’Islam e viene esplicitamente scoraggiato nel Corano.
Idealmente, dovremmo evitare di investire o partecipare ad attività basate sugli interessi. Tuttavia, questo non è sempre possibile
In questi casi, puoi tenere traccia degli interessi maturati e donare il denaro in beneficenza, in conformità con i principi della Sharia, affinché venga utilizzato per scopi halal.
Qui a Islamic Relief, le tue donazioni aiutano a salvare vite e vengono destinate a progetti conformi ai principi della Sharia.
Sì, è possibile donare il denaro derivante dal Riba.
Molti studiosi consigliano di destinare a opere di beneficenza qualsiasi reddito illecito ancora in proprio possesso, come modo per liberarsene.
Nella celebre opera Zaad al-Ma’aad (5/778), l’Imam Ibn al-Qayyim afferma che il modo per liberarsi di questo patrimonio e completare il proprio pentimento è donarlo in beneficenza. Tuttavia, se una persona si trova in gravi difficoltà economiche e ne ha bisogno, può trattenere la somma necessaria a soddisfare le proprie necessità e donare il resto in beneficenza.
Tieni traccia di eventuali guadagni illeciti e disponine in modo conforme alla Sharia, destinandoli a opere di beneficenza.
Nell’Islam, donare il denaro derivante dal Riba come regalo o con l’intenzione di purificare il proprio patrimonio è generalmente vietato, indipendentemente dalla religione del destinatario.
Tuttavia, destinare questo denaro a persone non musulmane nell’ambito di un’opera di beneficenza può essere considerato lecito, purché siano rispettate determinate condizioni della Sharia.
È sempre consigliabile consultare uno studioso islamico qualificato per situazioni specifiche, poiché possono esistere differenze di opinione e interpretazioni a seconda della scuola giuridica islamica.
Essenzialmente non c’è differenza. “Riba” è la parola araba utilizzata in un contesto islamico. Come per tutte le questioni islamiche, è consigliato consultare un esperto di finanza islamica per qualsiasi dubbio o domanda.
La Murabaha è una struttura di finanziamento che implica un contratto tra un prestatore e un mutuatario in cui una tassa fissa viene aggiunta al denaro preso in prestito, al posto degli interessi.
Riba e Murabaha sono simili in quanto entrambi prevedono l’aggiunta di un markup al denaro preso in prestito. Tuttavia, la Murabaha è un tipo specifico di contratto finanziario e include una serie di altre condizioni, come il coinvolgimento di una terza parte e l’aggiunta di una somma fissa a un prestito, che viene concordata in anticipo.
Noi di Islamic Relief comprendiamo le difficoltà che i musulmani possono incontrare quando si tratta di decidere cosa fare del denaro derivante dal Riba. Per questo motivo, abbiamo collaborato con studiosi islamici per offrire un metodo chiaro, etico e conforme alla Sharia per disporre di questo denaro in modo responsabile.
Cosa succede al denaro derivante dal Riba donato tramite Islamic Relief?
Il denaro derivante dal Riba viene tenuto separato da tutte le altre donazioni ricevute da Islamic Relief, con precise restrizioni sulle modalità con cui può essere utilizzato.
I fondi provenienti dal Riba vengono generalmente utilizzati per coprire costi di supporto una tantum legati ai progetti, come i costi dei magazzini, il carburante per il trasporto degli aiuti e altre spese logistiche durante le nostre operazioni di emergenza.
I fondi derivanti dagli interessi vengono distribuiti tra diversi progetti, con piccole quote destinate ai costi di supporto e amministrativi, in modo da garantirne un utilizzo tempestivo.
Assicurandosi che questi fondi siano destinati a necessità immediate e concrete, Islamic Relief contribuisce a portare aiuto alle persone che ne hanno più bisogno, nel rispetto dei principi dell’Islam.
Sì. Nella giurisprudenza islamica, la Riba è generalmente considerata proibita. Il Corano contiene un’esplicita proibizione della Riba, tra cui in 2:278.
Riba è un termine arabo utilizzato nella tradizione islamica per indicare, in particolare, un incremento vietato associato a determinate transazioni finanziarie.
Secondo l’approccio descritto in questo articolo, gli interessi ricevuti involontariamente dovrebbero essere separati dal proprio patrimonio e destinati a scopi di beneficenza, senza considerarli una forma di guadagno personale.
Sì. Molti studiosi raccomandano di disporre del denaro derivante dalla Riba destinandolo a scopi benefici, secondo le condizioni applicabili della Sharia.
Nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati come equivalenti, ma Riba è un termine della tradizione islamica con un significato giuridico più specifico. È quindi utile considerare il contesto della transazione.
Esistono differenze di opinione tra gli studiosi sulle circostanze specifiche. Per casi personali o complessi è opportuno consultare uno studioso qualificato di fiqh.